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Salute: ottiene buoni risultati il vaccino italiano contro l'AIDS

 13 anni fa iniziava la ricerca italiana sul vaccino terapeutico contro l'Aids guidata dall'Istituto Superiore di Sanità. 

I ricercatori, coordinati da Barbara Ensoli, hanno scelto di colpire il virus Hiv al cuore, mirando alla proteina chiamata Tat, che è il motore della replicazione. Adesso, ha detto la ricercatrice, «sembra che riusciamo a bloccare il danno». I risultati appena pubblicati sulla rivista Plos One riguardano la seconda fase della sperimentazione, non ancora conclusa. Riguardano 87 pazienti, dei 128 inizialmente previsti nello studio e ora aumentati a 160.  Sono undici  i presidi ospedalieri che hanno potuto arruolare volontari per testare la validità del Tat. Oltre all’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, sono coinvolti nella sperimentazione il Policlinico di Modena, il San Raffaele e il Sacco di Milano, l’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, gli Spedali Civili di Brescia, il San Gerardo di Monza, il Santa Maria Annunziata di Firenze, il San Gallicano di Roma, il Policlinico di Bari e il Santa Maria Goretti di Latina.

«Abbiamo deciso di pubblicare ora perchè i risultati sono stati così rapidi e sono tutti statisticamente significativi già con numeri bassi», ha detto Ensoli. 

La fase 2 della sperimentazione è costata 13 miliardi (su 21 promessi) in tre anni: «sono tutti fondi pubblici, assegnati dal ministero della Salute», ha osservato Garaci, ed oggi il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, non ha escluso la possibilità di ulteriori finanziamenti. «Abbiamo visto che il vaccino arriva dove i farmaci si fermano», ha spiegato Ensoli. I farmaci antiretrovirali riducono infatti il numero delle particelle di virus in circolazione, ma non riescono ad azzerarle. Il virus continua ad essere presente e si rifugia in «santuari», costringendo il sistema immunitario ad un continuo stato di allerta. In questo modo si induce uno stato chiamato «immunostimolazione», che comporta problemi a sistema cardiovascolare, fegato e reni. 'Il vaccino sembra riportare il sistema immunitario verso l'equilibrio«. 

Raccomandano invece estrema cautela l'immunologo Fernando Aiuti e Vittorio Agnoletto, fondatore della Lega Italiana per a lotta contro l'Aids (Lila). Angoletto sostiene che «siamo di fronte ad una non notizia: non solo non c'è alcun nuovo vaccino contro l'Aids ma questo annuncio pubblico amplificato dalla principale rete televisiva rischia solo di produrre illusioni» e abbassare l'attenzione alla prevenzione, «diffondendo la convinzione che l'Aids sia stato ormai sconfitto».


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Scienza Natura Storia e Salute