Utilizzando questo sito si accetta l'uso dei cookies per scopi statistici. Maggiori info su
Text Size
Banner
Banner

Sole: la Nasa pubblica le ultimissime immagini del Sole arrivate dal satellite SDO

Credit: scottan1  21 aprile 2010 — An erupting prominence observed by Solar Dynamics Observatory on March 30, 2010.

La Nasa ha reso note le ultime, sorprendenti immagini del sole, fotografie e video che mostrano la superficie solare come mai era stata osservata nella storia dell'uomo.

Sono oltre trent’anni che la Nasa spedisce in orbita satelliti per studiare il Sole, ma mai prima d’ora ci erano arrivate immagini così straordinarie della nostra stella dalla quale dipende l’esistenza sulla Terra.

Queste immagini sono dieci volte più chiare di quelle televisive ad alta definizione e mostrano gigantesche colonne di fiamme in eruzione sulla superficie solare.

I 4 telescopi di Solar Dynamics Observatory (Sdo), lanciato l’11 febbraio 2010, ci tranquillizzano: tutto funziona bene e l’inferno solare ha ancora, presumibilmente, circa 7 miliardi di anni di vita.

Ma nonostante le decine di satelliti inviati, i misteri della nostra stella restano.

Ci sono i suoi cicli undecennali, con un momento di massima e uno di minima attività, che non sono ancora molto chiari.

Il grande enigma resta comunque la causa che genera le altissime temperature, di vari milioni di gradi, presenti nella corona solare, quando nella cromosfera sottostante il termometro si ferma a «soli» 6 mila gradi.

Quali sono i meccanismi che trasmettono tanta energia poi dissipata in calore nella corona esterna?

E come e  in che modo il plasma caldissimo sfugge dall’astro generando il vento solare che investe anche la Terra?

 Le domande sono tante ma per trovare risposta bisogna perfezionare gli strumenti e il nuovo satellite Sdo rappresenta un balzo significativo come le immagini dimostrano.

“Queste immagini iniziali mostrano un sole dinamico che non avevo mai visto in oltre 40 anni di ricerca solare”, ha detto Richard Fisher, direttore della divisione eliofisica della NASA a Washington. “SDO cambierà la nostra comprensione del sole e dei suoi processi, che influenzano la nostra vita. Questa missione avrà un enorme impatto sulla scienza, simile all’impatto del telescopio spaziale Hubble nell’astrofisica moderna”

Ma si stanno preparando altri studi ancora più importanti.

L’Esa europea ha in cantiere la sonda Solar Orbiter che lancerà nel 2015 e che rimarrà in orbita a una distanza di 30 milioni di chilometri dall’astro, cioè all’interno dell’orbita di Mercurio.

La Nasa farà ancora di più, riprendendo il progetto di Giuseppe Colombo che, negli anni Settanta, proponeva un sonda kamikaze che precipitasse sull’astro per indagarlo fino all’ultimo momento e da vicinanze eccezionali.

Ora la nuova Solar Probe non realizza precisamente questo sogno, ma almeno si avvicina a 9,5 raggi solari e sarà l’incontro più ravvicinato mai realizzato. E lo scopo di entrambi i robot cosmici è di trovare qualche indizio di risposta alle molte domande aperte che riguardano direttamente perché ciò che succede sul Sole finisce per coinvolgere anche la Terra e quindi noi stessi.

Fonte: Ansa 22 apr. 2010;Corriere della sera; Panorama – Foto: A full-disk multiwavelength extreme ultraviolet image of the sun taken by SDO on March 30, 2010. False colors trace different gas temperatures. Reds are relatively cool (about 60,000 Kelvin, or 107,540 F); blues and greens are hotter (greater than 1 million Kelvin, or 1,799,540 F). Credit: NASA/Goddard/SDO AIA Team – Video: Credit: scottan1  21 aprile 2010 — An erupting prominence observed by Solar Dynamics Observatory on March 30, 2010.

 


Tags

Scienza Natura Storia e Salute