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Evoluzioni

EVOLUZIONI

Il polpettone ripieno stava lì, sdraiato su un vassoio d’argento, con una spianata di patate ai suoi piedi.

La strada era stata dura per arrivare fino a quel punto, a quella forma.

Quella signora bionda era andata alla mattina al mercato degli schiavi in Piazza Repubblica a vedere le sue carni, nude, esposte sul marmo bianco.

- Mi dia due Kg. di macinato scelto, Vittorio. Quello lì in un angolo, sulla sinistra.

Era arrivato tardi, in un appartamento troppo riscaldato al secondo piano di via Bagutta, insieme ad un gruppo di patate chiacchierone, un sedano superbo, due carciofi intellettuali che leggevano lo scontrino.

Nessuno l’aveva degnato di una parola, schifoso ammasso di carne informe. Ma lei, Matilda, l’aveva svestito con delicatezza, l’aveva lavato con acqua tiepida, l’aveva massaggiato con olii ed essenze fino a farlo divenire bello a sé stesso.

Pangrattato, sale, olio, mollica di pane…quanti prodotti per poter diventare finalmente un cigno!

Già dal ripiano sopra al frigorifero alcune banane lo stavano guardando incuriosite, ora si piaceva così come era, non serviva che Matilda lo imbottisse di wurstel e carciofini per renderlo più interessante.

Persino le superbe uvette al centro della tavola gli mandavano sguardi complici.

Davvero, non serviva anche il lettino abbronzante.

Quando qualche ora più tardi uscì dal forno, bello, pieno, scuro, con quello stuolo di patate nude ai suoi piedi, Matilda arrossì violentemente, prima di calare, sorridendo, il grosso coltello da cucina.

 

Giovanna De Simone Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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