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SUV DA FÉ

SUV DA FÉ

Ferrara è una ridente cittadina sita nel cuore nebbioso della Pianura Padana.

Proprio grazie a questa sua placida collocazione, essa vanta paesaggi piatti che paralizzano l'immaginazione e strade piane e lineari che attraversano la città senza disturbarla.

Anni addietro, un gruppo di geologi sperimentali appartenenti al Club Alpino Introspettivo, studiò in maniera meticolosa il ferrarese territorio, alla ricerca di possibili avvallamenti, pendenze, dislivelli, senza però trovare nulla che si discostasse dalla pianeggiante verità.

Recentemente un gruppo di auto-aiuto di vigili urbani di Ferrara ha preso la dolorosa decisione di utilizzare come materiale di riciclo i cartelli stradali indicanti pericolo di frane, slavine e attenzione dossi, oramai dimenticati in magazzini ad indirizzo segreto.

Persino le alte cariche comunali, durante l'euforia post-elettorale, si sono prese per mano e hanno fatto outing: Ferrara è indubbiamente una città pianeggiante, e il Montagnone è un ammasso terroso posticciamente costruito solo per avere l'illusione di una collina.

Ciò nonostante, qui in città tutti hanno il fuoristrada, il Suv, il macchinone da sfondamento. In provincia le percentuali di possesso della suddetta autovettura aumentano notevolmente, forse perchè la campagna ha sempre dato l'ebrezza dell'avventura.

Se un giorno vi venisse la malsana idea di travestirvi da centraline delle polveri sottili, e se quel malaugurato giorno vi fermaste di fianco al semaforo di via Bologna, avrete la possibilità di vedervi sfrecciare davanti, a folli velocità, tutti i vari tipi di autovettura in questione.

Questi spaziano da compatti modelli due posti, con ruota di scorta fissata al portabagagli, a veri e propri carri armati che al loro passaggio livellano le siepi fiorite delle casette di via Baluardi.

I colori variano dal beige, ocra, arancio spento, stile Safari nella Savana, al verdone, verde militare, nero e marrone, stile guerra in Vietnam.

Per quanto riguarda le varie tipologie di Suv, esse si riducono unicamente ai colori del nero e del grigio scuro, modello carro delle pompe funebri.

I nomi poi richiamano le più svariate suggestioni e svelano ad osservatori più attenti i sogni e le speranze dei loro guidatori: Voyager, per circumnavigare il globo terrestre vestiti color cachi, Survivor, per esplorare le zone più impervie accampandosi lungo le strade, Defender, per assaltare un covo di terroristi tra i ghiacciai del Polo Nord, Santa Fè, per attraversare il Messico sotto acido cantando canzoni folk, Free Lander, per sentirsi finalmente liberi...

Comunque, se il nome è una fantasia del cuore, il reale omologa i pensieri, così quasi tutti i mezzi hanno la comune caratteristica di essere alti. Poggiati su enormi ruote dentellate capaci di farti uscire indenne dalla sabbie mobili di Hanoi, in una banale strada ferrarese, in coda ad un semaforo, fanno sentire l'inerme guidatore di una Fiat 600 come impaurito, indifeso e tremante nel cuore della giungla.

Ma Ferrara è anche la gaia cittadina medioevale nota sulle guide turistiche per il reticolato di viuzze acciottolate che ne compongono il cuore.

Qui a Ferrara non si troverà mai il grande raccordo anulare, la tangenziale, le strade a doppia corsia, due per senso.

Questa città, con le sue stradine, i ciottoli, l'area pedonale, ti induce a camminare lento.

Questa città la puoi attraversare a piedi in un ora. In bici in quindici minuti.

In questa città l'unica via grande è stata dimezzata dalle piste ciclabili, dai marciapiedi e dagli alberelli, e tagliata in quattro dalle ferrovie.

In questa città, quindi, ma dove te ne vai con il tuo fuoristrada quattro ruote motrici?

E le bionde signore impellicciate della Ferrara bene se ne vanno a fare la spesa all'Ipercoop, vanno a a fare un giro in centro incastrando il carro armato in parcheggi improbabili, vanno a prendersi il caffè con le amiche, vanno a portare e prendere i loro figli a scuola piazzando la ferraglia in mezzo alla strada, bloccando così tutte le auto, le bici e le persone a piedi che rimangono in questo modo imbottigliate nella stradina acciottolata del centro storico, dove è sita la scuola.

Ma il fuoristrada si sa è simbolo di potere, le ruote dentellate elevano al di sopra della plebe, e le bionde pantere vi si infilano con disinvoltura, suonando il clacson perchè le lasciate passare.

Secondo un dettagliato studio mappologico effettuato dagli hackers di Google Maps, si è scoperto che a Ferrara i maggiori detentori di fuoristrada sono residenti nel nucleo storico della città, in stradine antiche larghe come un lenzuolo matrimoniale, compresi i marciapiedi.

Ancora sconosciute risultano le modalità di parcheggio di tali mezzi, attualmente è al vaglio l'ipotesi accreditata di garage satellitari.

Ma la mente umana fa strani scherzi, si sa, inventa realtà che non esistono, paesi sognati, vite virtuali.

Forse è questo paesaggio, così piatto, da paralizzare ogni immaginazione.

Forse è lo sguardo, che a forza di perdersi nell'infinito impazzisce.

Forse è il bisogno di fermarsi su qualcosa, un monte, una collina, a farlo impazzire.

Per il momento ipotizziamoci pure sul Monte Ararat, nella giungla, nella foresta pluviale, e armiamoci dei nostri potenti fuoristrada e Suv per lanciarci all'avventura.

Welcome to Ferrara, Comunità Montana virtuale, Regno dei Macchinoni.


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