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Tato Alfio

 TATO ALFIO 

-Vabbè, - dice Alfio al telefono. - Vi passo a trovare stasera così ci facciamo due chiacchiere in santa pace.

-Beneeee, a stasera!

- 

Lui, Alfio, ancora non lo sa.

Lui non è mai stato da Cesare e Marina da quando è nato il piccolo Paolino.

Lui, Alfio, gira il mondo per lavoro con il sorriso stampato, lui, mica lo sa che cosa è una casa da quando è nato Paoletto.

 DIN DON

 

Pausa di cortese educazione per dare il tempo agli inquilini nonché amici di ascoltare lo scampanellio, crucciarsi quei due secondi “chi sarà mai...”, ricordarsi dell'invito e correre gai alla porta ad aprire. 

DIN DON   DIN DON

 

Mah, pensa Alfio, forse non avranno sentito, sai questi apparecchi moderni che sono in teoria silenziosi ma ti mettono nelle orecchie chessò, il fischio inquietante della lavastoviglie, il rombo di tuono della lavatrice, il ronzio sinistro del frigorifero. Sai questi rumori di sottofondo, casomai tutti assieme, anzi no se no salta la casa, insomma sai quei cari rumori domestici che fanno tanto casa e casomai non te lo fanno sentire proprio il campanello, che vuoi che sia poi una scampanellata, un suono così nitido e isolato nel brusio sottostante, può benissimo essere scambiato per la suoneria di un moderno cellulare.

Comunque è educazione aspettare e non insistere a pigiare il campanello. E se fosse rotto?

 

DIN DON   DIN DON

 

-Arrivoooo....ma chi è? - Detto ad un gracchiante citofono condominiale rotto da circa 10 anni.

-Sono Alfio...ma allora siete in casa, sai...non rispondeva nessuno prima...

-Scusaci, eravamo sotto la doccia, e poi sai, il bambino. Adesso ti apro 

CLIC

Secca apertura del portone del palazzo

Scale scale scale

Pianerottolo

Porta

Passa qualche secondo di nuova attesa davanti alla porta chiusa. Mah, forse ho sbagliato porta, pensa Alfio, aspetta che leggo sul campanello, giusto giusto, mah, pensa Alfio accostando l'orecchio alla porta per captare rumori. E' brutta figura suonare ancora, mah, farò piano piano, pensa ancora Alfio un po' scocciato.

 

DLIN DLON

 

-Arrivoooo...ma chi è?

-Sono sempre io, Alfio, adesso sono davanti alla porta

-Ah, Alfio...arriviamo......Cesare vai tu?

-No Marina, vai tu, io sono al gabinetto

-Noi Cesare, vai tu, che io sono in mutande

 

Passa qualche altro secondo. 

TOC TOC 

-Arrivo, ma insomma, chi è???

-Sempre io, Alfio

-Arriviamooooo... 

Il bambino Paolino apre la porta e arpiona saldamente il dito indice di Alfio, trascinandolo senza alcuno indugio nella sua cameretta.

--     Vuoi giocare con me, Tato?

Tato Alfio segue diligentemente il pargolo, con lo scintillio negli occhi degli zii scapoli, delle mamme primipare e delle giovani coppie innamorate.

Il silenzio e la pace invadono le stanze, si zittiscono persino gli elettrodomestici, e dopo minuti dilatati dal tempo, i coniugi e genitori nonché amici di Alfio escono dalla stanza, vestiti di tute sbiadite dei tempi del liceo e ciabatte con troppi passi alle spalle.

 -       Alfiooooo, ma dai! Ma che bello vederti dopo tanto tempo! Vedo che hai già conosciuto Paolino

-Sì -, dice radioso Alfio che fa il giramondo e non ha figli.- Ci siamo divertiti un sacco con le macchinine!

-Dai Alfio, - lo abbraccia Cesare - Andiamo in cucina che ci prendiamo un aperitivo, così ci racconti un po' di te. Paolino carino bambino, lascia il ditino di Tato Alfio che viene a parlare un po' con noi

-No, lui è mio amico. - Dice Paolino attaccandosi ad una gamba di Tato Alfio. - Lui resta qui a giocare

-       Ma piccolo piccolino, ma lui è un adulto, non è venuto qui per giocare con te ma per fare discorsi da adulto con noi 

Paolino tira in giù il labbro inferiore pronto al pianto, sgrana gli occhioni e guarda Alfio, poi guarda la mamma 

-      Va bene, ma dieci minuti e poi basta 

Tato Alfio guarda la donna, la sua amica, tra l'incredulo e il disperato. Lei fa finta di non cogliere e gli strizza l'occhio: – pensa, - dice. - Sei la prima persona con cui fa così. Gli altri non li degna nemmeno di uno sguardo. Si vede che gli piaci!

Tato Alfio si accascia nuovamente per terra emettendo boati e rombi con la bocca, i minuti trascorrono silenziosi, si sente solo lo stridere delle macchinine sul parquet ed il picchiettare delle forchette nei piatti della cucina. Poi lo spostarsi delle sedie, alcuni passi.- 

-       Paolino, sù, adesso basta, adesso Alfio viene un po' con noi

-No! Abbiamo giocato pochissimo!

-Dai briciolina, dopo ti prometto che torna a giocare e sta con te tantissimo! Adesso il Tato viene un in cucina con noi che deve bere

-Va bene, ma quando ha finito di bere viene?

-Ma certo vero Alfio? Beve un pochino di acqua e poi tornate a giocare, tu mentre lo aspetti puoi guardarti un bel cartone eh? 

E Paoletto viene piazzato davanti ai Santi Cartoni Animati, facendo saldamente affidamento sull'incapacità dei bambini di misurare il tempo, ed i tre amici di una volta si ritrovano seduti attorno al tavolo.

-       Ma guarda te, Alfio....ti vedo proprio bene sai? In forma, non come noi che siamo distrutti...allora dicci tutto, come mai in Italia in questo periodo?

-Sai, mi sono lasciato con Francesca e...

-Hai proprio ragione Cesare, lo vedo particolarmente in forma....Alfio, non è che ci nascondi qualcosa?

--     Sì, io e Francesca... io adesso sto da mia madre...

--     Hai ragione Marina! - Replica Cesare. - Non ci avevo pensato, ma dai! Ti ho visto troppo felice con Paolino....non è che hai qualcosa da comunicarci?

-E' finita...

-Scusa, scusa un secondo. Alfio......Cesare, vai a vedere tuo figlio in salotto che lo sento silenzioso...dicevi: tua madre?

-No, Francesca, noi dovevamo...

-Scusatemi ancora – e Cesare irrompe in cucina sconsolato. - Paolino si è fatto la pipì addosso. Alfio, sei un grande!

-….ehm, non riesco neanche più a dormire da quando Francesca...

-Scusami eh Alfio, ma io dico Cesare, e non vai di là a cambiare tuo figlio? Lo lasci tutto bagnato poverino che poi se si prende l'influenza ci stai te a casa a spaccarti i coglioni con lui! Dai Alfio vieni di là con me, vado io vado io non ti preoccupare eh? Che se le cose non le faccio io non le fa nessuno, e poi Paolino con te non ci vuole stare, dice che puzzi, dai vieni Alfio, così finisci di raccontarmi di questa fantastica novità, hai detto il 15 ottobre le nozze vero?

--     No, veramente Francesca adesso si è messa con la sua massaggiatrice e io sono andato in depressione come uomo e poi....

-       Non ti preoccupare per la depressione, quella arriva dopo il figlio. Avete pensato ad un figlio vero?

-       ho anche perso il lavoro...

-Oh no, Paolino no! Ancora pipì, e poi su Tato Alfio, monello! Ma non ti preoccupare Alfio, la pipì dei bambini è come acqua 

Ad Alfio viene data una ancora più sbiadita maglietta dei Ramones, il pupo viene piazzato nuovamente davanti a Paperino, e i tre vecchi amici si risiedono attorno alla loro conversazione. 

-Cesare, - dice Marina ammiccando con il suo quarto bicchiere di vino in mano. - Hai sentito la novità? Alfio e Francesca sotto sotto....

-Ma che bella notizia! Il giramondo si è fermato eh? Vedrai adesso come cambierà la vita

-Mmmm

-Non comprare niente eh? Ti passo tutto io: passeggino, carrozzina, culla, box, vestitini, seggiolone, non ti preoccupare, mi segno io tutto quello che ho dato, così quando non li usi più me li restituisci eh? Sai, metti che mi viene il fratellino...

-Mmmm

-Pensa se sono gemelli! 

I coniugi ridono a squarciagola, Tato Alfio si versa in silenzio il secondo bicchiere di vino. 

-       No, forse non avete capito, io e Francesca ci siamo lasciati, io ho perso il lavoro per la depressione..

-Tato, - irrompe il piccolo Paolino in cucina. - Tato, vieni a giocare?- 

-Tato Alfio guarda la vecchia coppia dei suoi amici, un tempo colti, brillanti, affettuosi. Lei ha lo sguardo fisso nel vuoto, sgranocchia a ripetizione pistacchi e con il mollettone bianco tra i capelli sembra la protagonista di qualche film di Ken Loach sul degrado sociale. Lui, il marito, ha approfittato del momento di distrazione per collegarsi con il televideo e leggere le ultime notizie del calcio-mercato.- 

-Vieni a giocare Tato? C'ho pure i super-eroi

-       Ma dimmi un po' Paolino, - dice Alfio prendendo il ditino del bambino. - Ma tu ce l'hai la fidanzatina all'asilo?

-Noooo, perchè io sono Batman. Tu chi sei?


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