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Novità sui danni da fumo

 

Danni da fumo di sigarette: sotto accusa i produttori.

di Stefania Sala

 Chi compra sigarette é  consapevole del danno che procura a se stesso e chi le produce è responsabile dei danni che queste provocano alla salute.

 Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, come  annuncia il 13 gennaio Carlo Rienzi–Presidente Codacons in occasione del quinquennale dell'entrata in vigore della Legge "antifumo".

La Cassazione con  Sentenza n. 26516 Sezione Terza Civile, si e' pronunciata in merito alla vertenza di un fumatore che ha chiamato in giudizio la Bat Italia spa e  Monopoli di Stato chiedendo risarcimento dei danni per ingannevolezza della dicitura "lights" ed "extra lights" poste sui pacchetti di sigarette. Il fumatore aveva aumentato il consumo di tabacco convinto che le sigarette leggere fossero meno dannose per la salute.

 Si legge nella sentenza: "l'art. 2050 c.c. stabilisce che Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività' pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, e' tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno[…] Se l'attività ha ad oggetto la realizzazione di un prodotto destinato alla commercializzazione e poi al consumo, la caratteristica di pericolosità può riguardare anche tale prodotto, indipendentemente dal punto che esso sia altamente idoneo a produrre danni non nella fase della produzione o della commercializzazione, ma nella fase del consumo […] ove l'attività sia quella della produzione finalizzata al commercio e quindi all'uso da parte del consumatore, e' ovvio che, se quella attività sostanzialmente diffonde nel pubblico un rilevante pericolo, tale attività debba per sua natura definirsi pericolosa, tanto più se il pericolo invocato sia quello conseguente all'uso tipico e normale di quel prodotto e non ad uso anomalo".

 Secondo i giudici i produttori sono responsabili anche se il fumatore e' consapevole dei rischi legati al fumo. Recita la sentenza: "la pretesa conoscenza del rischio e della pericolosità del prodotto-sigaretta da parte del consumatore-fumatore non e' idonea ad escludere la responsabilità del produttore ai sensi dell'art. 2050 c.c.. Tale norma prescinde dal comportamento del soggetto danneggiato e la fattispecie si perfeziona sulla base del solo esercizio dell'attività pericolosa senza l'adozione delle misure idonee ad evitare il danno".

Nella sentenza i giudici stabiliscono un principio importantissimo: "la produzione e la vendita di tabacchi lavorati integrano una attività pericolosa, ai sensi dell'art. 2050 c.c., poiché i tabacchi, avendo quale unica destinazione il consumo mediante il fumo, contengono in se, per la loro composizione biochimica e per la valutazione data dall'ordinamento, una potenziale carica di nocività per la salute". "L'apposizione, sulla confezione di un prodotto, di un messaggio pubblicitario considerato ingannevole (nella specie il segno descrittivo "light" sul pacchetto di sigarette) può essere considerato come fatto produttivo di danno ingiusto, obbligando colui che l'ha commesso al risarcimento del danno, indipendentemente dall'esistenza di una specifica disposizione o di un provvedimento che vieti l'espressione impiegata".

Si apre così la possibilità di molte cause di risarcimento da parte di fumatori, ex fumatori, e parenti di fumatori deceduti a causa del fumo di sigaretta . Allo studio da parte di Codacons una eventuale class action contro la Bat Italia e contro i Monopoli di Stato per far ottenere a tutti i fumatori italiani il risarcimento dei danni subiti .


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