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Per la "Tigre" arriva la SIT

 

TEMPI DIFFICILI PER LE ZANZARE TIGRE: ARRIVA LA “SIT”.

Tecnologia contro le zanzare tigre. La percentuale di esemplari  in Emilia Romagna si stabilizza.

L’applicazione della tecnologia SIT (Tecnica dell’insetto sterile) si rivela efficace: il numero di esemplari di zanzare tigre in Emilia Romagna è risultato stabile nonostante l’aumento delle temperature nel periodo di massima criticità.

 La tecnica consiste nel rilascio ciclico di esemplari maschi di zanzare tigre resi sterili al 99% con  tecniche di irraggiamento. I maschi sterili sono rilasciati in campo allo stadio di pupa con stazioni di lancio fisse nell’aree urbane sperimentali:saranno così in grado di accoppiarsi con le femmine vergini selvatiche e di indurne sterilità.

 Gli esperimenti  sono iniziati nel 2003: da luglio a settembre, una volta la settimana sono stati lanciati in aperta campagna 10.000 esemplari di “Aedes albopictus”. Il ciclo di rilasci del 2009 si è appena  concluso.

 Le aree di rilascio hanno coperto gran parte del territorio partendo da Desenzano (Bs) fino a Rimini.

Ad occuparsene il ”Centro Agricoltura  Ambiente Giorgio Vicoli” insieme al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali- Università di Bologna, Dipartimento di Genetica e Biologia Molecolare- Università La Sapienza Roma, Enea Cr-Casaccia e al Servizio Fisica Sanitaria Arcispedale S.Anna -Ferrara .

 La strategia di lotta agli adulti fa parte di un più vasto programma di prevenzione attuato dalla Regione Emilia Romagna. Il risultato è ottimo: anche durante i mesi centrali il numero di zanzare è sceso ai livelli più bassi finora registrati .

 <<I livelli di sterilità indotti non determineranno il collasso totale della popolazione- spiega il Dott. Romeo Bellini responsabile scientifico del progetto-La tecnologia che abbiamo sviluppato blocca la riproduzione solo della specie nociva. La selezione in ambiente artificiale non ha lo scopo di sradicare la specie bensì portarne il numero a livelli molto bassi per  migliorare la qualità della vita delle persone. Questo senza recare alcun danno sanitario. La tecnologia è matura ma dobbiamo migliorare la qualità dei maschi sterili, lavorando sull’irraggiamento degli adulti e sull’allevamento in strutture più ampie >>.

Parere favorevole arriva anche da dott. Luca Colombo Fondazione Diritti Genetici -: << L’utilizzo di tecnologie per minimizzare la presenza di organismi dannosi è già utilizzato da oltre venti anni, soprattutto in agricoltura. Erroneamente altra stampa aveva associato la tecnologia Sit a pratiche OGM. Le tecniche del progetto SIT rispecchiano metodi già conclamati ed efficaci. Ritengo necessario tuttavia-conclude- il massimo monitoraggio su ciò che oramai non è più definibile come sperimentazione, bensì dato di fatto>>.

 I dati sono stati presentati al Convegno Fao/Iaea  presso Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali di Bologna  21-25 settembre.

 Stefania Sala


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