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Società: COME SI VOTA: Elezioni Regionali 28-29 marzo 2010

 

Elezioni Regionali 28-29 marzo 2010

VADEMECUM

Si vota domenica 28 marzo dalle 8 alle 22 e lunedì 29 marzo dalle 7 alle 15. Si svolgeranno le operazioni di voto per le elezioni di 13 presidenti di Regione, dei rispettivi Consigli regionali, di 3 presidenti di Provincia, dei sindaci di 69 comuni superiori (con più di 15mila abitanti) e di 364 comuni inferiori. Gli eventuali ballottaggi, per provinciali e comunali, si svolgeranno l'11 e il 12 aprile.

COME SI VOTA: ELEZIONI REGIONALI

C'è un'unica scheda per il presidente e il Consiglio di colore VERDE, sulla quale l'elettore può esprimere due voti.

Per votare il presidente, occorre fare il segno sul nome del candidato o su uno dei simboli che rappresentano la lista regionale (sulla destra della pagina della scheda) guidata dal candidato.

 

 

Oppure possiamo barrare solamente il simbolo della lista prescelta.

 

 

E' valido anche indicare il candidato e un simbolo collegato:

 

 

 

Per votare i consiglieri, occorre fare un segno sul simbolo della lista provinciale preferita (sulla sinistra della pagine della scheda). Accanto al simbolo c'è lo spazio per indicare il nome di uno dei candidati della lista (voto di preferenza: non è obbligatorio).

 

 

 

È possibile votare un candidato presidente (e la lista regionale che egli guida) e al tempo stesso votare una lista circoscrizionale tra quelle che NON lo appoggiano (il cosiddetto “voto disgiunto”).

 

 

 

È possibile votare solo il candidato presidente (in questo caso non ci sono ricadute sulle liste circoscrizionali ad esso collegate).

 

 

 

È possibile votare solo la lista circoscrizionale (in questo caso il voto si estende automaticamente anche al candidato presidente ad essa collegato.

 

 

 

 

Nota: Il sistema descritto riguarda 8 delle 13 regioni nelle quali si vota. Calabria, Marche, Puglia e Toscana hanno adottato sistemi parzialmente diversi (clicca sui nomi per scoprire le differenze). In Campania l'unica differenza con il sistema qui descritto è la possibilità di esprimere fino a due voti di preferenza, ma uno dei due voti deve riguardare un candidato donna pena l'annullamento della seconda preferenza

CORPO ELETTORALE

Le elezioni amministrative 2010 porteranno alle urne 44.111.955 di italiani, considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a più tipi di consultazioni. Di questi, gli uomini saranno21.270.128 e le donne 22.841.827. Le sezioni elettorali coinvolte saranno 53.495

TESSERA ELETTORALE

Il ministero dell'Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente, che ha sostituito il certificato elettorale. Chi avesse smarrito la propria tessera personale, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali.

 

 

Il sistema elettorale

Il presidente della regione è eletto direttamente con il sistema maggioritario: vince chi ha più voti e non ci sono ballottaggi. Chi arriva secondo viene comunque eletto consigliere regionale.

Il consiglio regionale è eletto con un sistema misto: in gran parte proporzionale, in piccola parte maggioritario.

Quattro quinti dei seggi sono attribuiti proporzionalmente, sulla base di liste di partito presentate nelle diverse province (tanti voti, tanti seggi). Le liste possono essere collegate a un candidato presidente.

Le liste che hanno ottenuto meno del tre per cento dei voti, non ottengono alcun seggio ("sbarramento"), a meno che non siano collegate con un candidato presidente che ha ottenuto almeno il cinque per cento dei voti.

Un quinto dei seggi è attribuito con il maggioritario, sulla base di liste regionali (i cosiddetti "listini") il cui capolista è il candidato alla presidenza. Chi vince prende tutto, con la seguente eccezione:

Se le liste circoscrizionali collegate alla lista regionale vincente hanno ottenuto già il 50 per cento dei seggi, alla nuova maggioranza è attribuita solo la metà dei seggi del "listino" (dieci per cento del totale dei seggi in consiglio), il resto è distribuito proporzionalmente tra le liste di opposizione.

Il nuovo presidente ha diritto ad avere una maggioranza stabile in consiglio: se le liste a lui collegate hanno ottenuto meno del 40 per cento dei seggi, oltre alla totalità dei seggi del "listino" gli vengono attribuiti tanti consiglieri "extra" fino ad arrivare al 55 per cento dei seggi del consiglio.

 

 


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