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Ferrara Rinnovato l'accordo del programma di servizi di supporto ai malati di Alzheimer

 

 

 

 

ASSESSORATO ALLA SANITA' - Gli interventi a favore del paziente e della sua famiglia
Siglato il nuovo 'Accordo di programma Alzheimer 2011-2013'

Sviluppare un piano assistenziale globale e complesso, potenziare e completare gli interventi a favore del paziente e della sua famiglia attraverso una sinergia fra Aziende sanitarie, istituzioni e volontariato, al fine di superare il concetto di cura per arrivare a quello di “Care”. E’ quanto si propone per il terzo triennio consecutivo l’Accordo di programma Alzheimer 2011/2013 per il potenziamento della rete sul territorio ferrarese di servizi per le malattie dementigene e per i malati di Alzheimer. Il documento è stato siglato in mattinata nella residenza municipale dai rappresentanti di Comune di Ferrara, Azienda Usl e Azienda ospedaliera Sant'Anna, Università degli studi, Asp Ferrara - Centro Servizi alla persona, Assp Copparo - Azienda speciale servizi alla persona e Ama-Associazione Malattia Alzheimer.
“L’attenzione alla problematica è stata attivata diversi anni fa da una direttiva regionale – ha affermato l’assessore comunale alla Sanità Chiara Sapigni - ma il progetto attraverso il quale operiamo noi oggi si avvale sicuramente di una concretezza tutta ferrarese, dovuta anche al fatto che non possiamo dimenticare che la nostra popolazione è fra le più anziane della regione. Una rete assistenziale strutturata ed efficace che si avvale dell’integrazione fra aziende, istituzioni e volontariato ed è coordinata da una tavolo di professionisti che si confrontano costantemente per trovare le soluzioni migliori da mettere in campo a fianco dei malati e delle loro famiglie.”
“Si tratta di un progetto che si caratterizza per la sua compattezza, per la capacità e la collaborazione instaurata dai diversi professionisti coinvolti. – ha ricordato il direttore dell’azienda Usl Paolo Saltari - Quella di oggi rappresentata una tappa importante di un percorso che richiede almeno un confronto annuale fra i diversi attori coinvolti”.
Totale adesione al percorso operativo ha poi assicurato anche il direttore dell'Azienda ospedaliera Gabriele Rinaldi, che ha rimarcato i notevoli risultati finora conseguiti, stimolo per un ulteriore impegno e approfondimento. Dal canto suo il rettore dell'Università di Ferrara Pasquale Nappi ha rilevato nell'iniziativa la forte capacità di coinvolgere i settori della formazione e della ricerca.
“Esempio di vera integrazione, – ha ribadito Sergio Gnudi di Asp Ferrara – a questo tavolo di lavoro il Centro Servizi alla Persona ha aderito fin dall’inizio, accogliendo proposte e attuando iniziative in completa collaborazione. Da ricordare, fra queste, l’attività svolta del Nucleo speciale demenze della casa protetta, attivo come luogo di permanenza temporanea della persona per il superamento della fase acuta del disturbo di comportamento e le diverse attività realizzate con il contributo dei volontari dell’associazione Ama, presenti nella nostra sede.”
Un ruolo davvero rilevante quello svolto nell’ambito complessivo dell’Accordo da Ama, l’associazione malati di Alzheimer attiva da un decennio nella nostra città. “Senza la possibilità di accedere a questo percorso le nostre energie sarebbero state meno efficaci. - ha affermato la presidente Gemma Papi - Ora possiamo invece garantire un supporto psicologico a chi ha in carico malati di Alzheimer e ci chiede aiuto: ricordiamo infatti che il 90% dei casi presenti nel territorio provinciale sono assistiti dalle sole famiglie”.
Nella nostra provincia le malattie dementigene producono tra gli 850 e i 900 nuovi casi ogni anno e complessivamente la popolazione malata ammonta a 1500 casi. "A tutti loro – ha aggiunto Franco Romagnoni, coordinatore del gruppo tecnico che opera all’interno dell’Accordo di programma – vengono garantiti una diagnosi tempestiva e adeguata e trattamenti farmacologici. Ma non solo. I nostri ambulatori, infatti, sono poi anche in grado di fornire risposte sociali e psicologiche alle famiglie. In questi anni, attraverso l’accordo fra aziende, istituzioni e volontariato abbiamo affinato un meccanismo volto in particolare a dare una maggiore integrazione, sostegno psicologico, priorità per affrontare diagnosi e presa in carico ospedaliera.”

>>
accordo alzheimer 2011-2013-def.doc << 

 


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