Utilizzando questo sito si accetta l'uso dei cookies per scopi statistici. Maggiori info su
Banner
Text Size
Banner

Ferrara “miglior lavoro clinico-scientifico 2011” ad AUSL FE-Ospedale del Delta

 Importante riconoscimento internazionale a New York  per la radiologia ferrarese:

la World Conference on Interventional Oncology indica

“miglior lavoro clinico-scientifico 2011”  l’intervento di “chemioembolizzazione epatica per la cura dei tumori” del Dipartimento Diagnostica per Immagini di AUSL FE -Ospedale del Delta 

Ferrara, 16 Giugno 2011.  Nel corso della recente World Conference on Interventional Oncology WCIO (Conferenza Mondiale sulla Oncologia Interventistica, http://www.wcio2011.com/ ), tenutasi dal 9 al 12 Giugno a New York (USA) la comunicazione scientifica presentata dal gruppo radiologico dell'Azienda USL di Ferrara, composto da Aliberti, Tilli, Dallara, Marri, Benea e Fiorentini del Dipartimento Oncologico dell’AUSL 11 di Empoli, è stata giudicata il miglior contributo scientifico di tipo clinico tra i 180 abstract selezionati per quello che rappresenta il più importante meeting scientifico internazionale multidisciplinare di terapie anticancro guidate dalle immagini.

Il gruppo ferrarese, guidato da Giorgio Benea, Direttore del Dipartimento di Radiologia Interventistica

 dell’Ospedale del Delta-Ausl Ferrara e coordinato dal Dr. Camillo Aliberti, rappresenta da diversi anni, una, -se non la maggior realtà internazionale- nel campo della Radiologia Interventistica delle metastasi epatiche trattate con chemioembolizzazione arteriosa e terapia ablativa percutanea.

TECNICA TERAPEUTICA INNOVATIVA

La chemiombolizzazione locoregionale delle metastasi del fegato da tumore del colon è una procedura che viene effettuata in regime di ricovero (3 giorni), in anestesia locale o sedazione profonda in sala angiografica.  La tecnica d’intervento prevede l’accesso da un’arteria periferica, di norma quella del femore, il cateterismo dell’arteria epatica e la successiva infusione di microsfere che rilasciano in modo graduale il farmaco chemioterapico. I vantaggi sono rappresentati dall’alta concentrazione del farmaco solo là dove occorre che questo faccia effetto, evitandone la dispersione in circolo, con conseguente significativa riduzione degli effetti collaterali.  Al tempo stesso, si provoca il blocco (embolizzazione) del circolo arterioso del tumore, con conseguente ipossia (carenza di ossigeno) che amplifica l’effetto citotossico (tossicità per le cellule) del farmaco.  Il risultato è la necrosi (morte) delle cellule metastatiche (tumorali).

Il parenchima epatico sano è protetto in quanto le sue cellule (epatociti) sono in grado di neutralizzare il farmaco chemioterapico utilizzato e non risentono dell’embolizzazione arteriosa in quanto vascolarizzate (irrorate di sangue) dalla vena porta che fornisce loro ossigeno e materiale nutritizio.  Nell’esperienza della Radiologia del Delta tale trattamento si è rilevato efficace nel controllo delle replicazioni (metastasi) epatiche  da neoplasia (tumore) del colon. Due le indicazioni principali: il trattamento delle lesioni epatiche non suscettibili d’intervento chirurgico in pazienti che hanno effettuato precedenti terapie chemioterapiche sistemiche e sono in progressione.  L’altra indicazione è l’associazione in terapia sistemica con altri farmaci per potenziarne l’effetto sul fegato e trattare anche la malattia extraepatica, un campo d’indagine molto promettente oggetto di un nuovo protocollo di studio in collaborazione con il Dipartimento d’Oncologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria S. Anna di Ferrara. 

In allegato:  Immagini Intervento Chemioembolizzazione                               


Tags

NOTIZIE