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Ferrara Verde pubblico: tutti i progetti del Comune per il 2011

 VERDE PUBBLICO – Il punto della situazione sulla gestione del Comune insieme a Amsefc e Università

Sfalci d'erba, cura delle alberature, adozioni di spazi verdi: le azioni messe in campo nel territorio nel 2011


Pianificazione degli sfalci d'erba in aree pubbliche, abbattimenti, potature e nuove piante a dimora, adozioni di spazi verdi. Questi i temi trattati stamane, martedì 5 aprile, in residenza municipale nel corso di una conferenza stampa dagli assessori comunali Aldo Modonesi e Rossella Zadro, da Bracciano Lodi e Maria Chiara Ferraro di Amsefc Verde, da Mauro Pellizzari dell’Orto Botanico dell’Università di Ferrara, dal direttore del Museo di Storia Naturale Fausto Pesarini e da Marco Lorenzetti del Servizio Verde del Comune. Sono stati illustrati nel dettaglio le attività del 2010 e i progetti in cantiere per l'anno in corso nell'ambito della gestione del verde pubblico. Tra le novità presentate il progetto pilota “Prati Fioriti” con l'individuazione di aree che non saranno sfalciate e diventeranno tasselli importanti di rinaturalizzazione e conservazione delle di specifiche realtà di flora e fauna in ambito cittadino. L'assessore Modonesi ha anche aggiornato sulla situazione relativa al Cedro del Libano di Parco Massari. All'incontro ha partecipato anche il presidente della Circoscrizione 2 Fausto Facchini che ospita l'avvio del progetto “La città degli Orti” con due aree verdi adottate da associazioni ferraresi, iniziativa di cui ha dettagliatamente fornito notizie l'assessore Zadro.

Queste le schede relative agli interventi adottati e in fase di realizzazione settore per settore.

>> Programmazione degli interventi per la manutenzione del verde pubblico (a cura di Amsefc e Ufficio Verde del Comune)

Nell’ambito della programmazione delle attività previste dal contratto di servizio per la gestione del verde pubblico, AMSEFC ha concordato con l’Ufficio verde del Comune e con le quattro Circoscrizioni il piano per le potature previsto per l’anno in corso. Il piano è stato redatto considerando una turnazione tra le varie alberature e il recepimento di alcune segnalazioni di particolare urgenza pervenute dai cittadini tramite le circoscrizioni. Le potature riguarderanno circa 3.000 piante su di un totale di circa 40,000 presenti sulle aree di verde pubblico del Comune.
In particolare i lavori riguarderanno, tra gli altri, nella circoscrizione 1 le alberature dal parco di Piazzale Giordano Bruno, i giardini del grattacielo e via Costituzione, Piazza Ariostea, il tratto di mura prospiciente a via Bacchelli, Parco Pareschi e viale Cavour, nella Circoscrizione 2 via Franchi Bononi, via Labriola, viale Krasnodar, via Verga, via Bassa, nella Circoscrizione 3 via delle bonifiche, via Gatti Casazza, via Isola Bianca, via Magenta, via Ricostruzione, Via Martiri del Lavoro, Via Storione, Circoscrizione 4, via Comacchio, Via Pacchenia, Via Pacinotti, il parco di Via Frutteti, via Pomposa, via Ungheria.
Gli abbattimenti previsti, riguardanti piante che presentano evidenti sintomi di decadimento o che sono situate a distanze dal confine non regolamentari, sono in tutto 102, a fronte di questi abbattimenti verrà effettuato il reimpianto di un numero corrispondente di nuove alberature.

> Progetto pilota Prati Fioriti (a cura Ufficio Verde, Museo di Storia Naturale e Orto Botanico Università di Ferrara)

Il progetto pilota prati fioriti nasce dalla volontà di effettuare uno studio mirante alla valorizzazione della funzione estetico paesaggistica degli ecosistemi prativi, consentendo uno sviluppo più naturale delle specie floricole presenti, con un conseguente risparmio in termini manutentivi. Il contenimento dei costi diventa pertanto una opportunità per migliorare, sulla scorta di approfondite conoscenze botaniche, il paesaggio cittadino.
Prendendo spunto da diverse esperienze prima statunitensi poi anche italiane (Università di Pisa, regione Toscana, Università di Udine, Comune di Livorno, Provincia di Lucca, ) si è pensato di individuare alcune aree di verde pubblico, contraddistinte dalla superficie vasta (maggiore di un ettaro) e dalla bassa fruizione, dove effettuare uno sfalcio dell’erba non indiscriminato come nel resto del territorio ma in funzione della evoluzione della comunità floristica presente.
Nelle aree individuate (circa 35 ettari) lo sfalcio verrà effettuato al bordo esterno per una fascia di alcuni metri, mentre nella parte più interna l’erba verrà lasciata crescere spontaneamente, tenendo sotto controllo la evoluzione delle diverse specie e cercando di favorire lo sviluppo delle specie floricole. Questa modalità è stata individuata su suggerimento della Azienda sperimentale Seme Nostrum, spin off della Università di Udine, che si occupa da qualche anno della produzione di semente di erbe spontanee ai fini di interventi di rinaturalizzazione e della formazione di prati a bassa manutenzione. Si è costituita una equipe tecnica formata da Dr. Maria Chiara Ferraro di AMSEFC, Dr. Carla Corazza del Museo di Storia Naturale, Dr. Fabrizio Negrini dell’Orto Botanico dell’Università di Ferrara, Dr. Mauro Pellizzari ricercatore botanico e Dr. Marco Lorenzetti dell’Ufficio Verde del Comune che ha ora il compito di: monitorare lo sviluppo dei prati; decidere le misure manut entive idonee per permetterne una evoluzione ottimale e contenere gli eventuali disagi; programmare gli interventi autunnali per il rinfoltimento delle specie floricole che verranno individuate nel corso dell’anno come quelle da salvaguardare e incentivare per la loro valenza estetica.
Nelle aree individuate verranno posizionati cartelli preparati allo scopo di divulgare l’iniziativa, e altre specifiche iniziative di informazione e studio potranno essere realizzati all’interno delle attività pubbliche del Museo di Storia Naturale.
Pur avendo individuato principalmente delle aree marginali, problemi potrebbero sorgere in alcune zone dove i residenti potrebbero lamentarsi per l’erba alta e per la eventuale maggiore presenza di zanzara tigre. Allo scopo si è concordato con AMSEFC, Servizio Disinfezione e Disinfestazione, il posizionamento di trappole per la cattura delle zanzare che potranno indicare l’effettivo incremento della loro presenza nelle aree non sfalciate.
Indicativamente, se il numero degli sfalci nelle aree individuate scenderà come previsto da quattro a uno è prevista una minore spesa di circa 30.000 euro, che verranno spostati su altre voci del contratto di servizio, dando priorità ai nuovi impianti di alberi.

>> Cedro del Libano di Parco Massari (Assessorato Lavori Pubblici - Ufficio Verde)

Il Parco Massari è il più vasto dei giardini pubblici della città e al suo interno sono ubicati, tra gli altri, alcuni alberi secolari come tre importanti cedri del libano posti all’ingresso su corso Biagio Rossetti. Gli esemplari esistenti sono i superstiti di un gruppo di sei piante, messe a dimora presumibilmente intorno al 1885. La pianta situata alla estremità sudoccidentale del parco, la più maestosa, le cui branche arrivano a estendersi per una buona parte della via prospiciente, è stata oggetto nel corso degli anni settanta di un intervento di consolidamento strutturale che deve essere rivisto, alla luce dello sviluppo che la pianta ha avuto nel corso di questi anni. In particolare due anelli che fissano la struttura al fusto principale della pianta devono essere rimossi per consentire un adeguato sviluppo della pianta. Nel corso del progetto di manutenzione straordinaria di Parco Massari realizzato nell’anno 2000 si era provveduto alla realizzazione di una nuova stru ttura di sostegno, in previsione della rimozione di quella realizzata negli anni settanta, rimozione che non venne giudicata urgente in quel frangente. Lo scorso anno una relazione tecnica elaborata da uno studio ferrarese, supportato dal Prof. Pierre Rimbault, un esperto francese tra i più competenti del settore, ha evidenziato la necessità di procedere con la rimozione degli anelli e fornito alcune indicazioni sulla modalità operativa, indicazioni che sono servite per sviluppare un progetto preliminare per i lavori da effettuare per il recupero della pianta, lavori che riguarderanno nello specifico i seguenti aspetti:
- Eliminazione delle strozzature (anelli metallici sul tronco)
- Rimozione sistema del vecchio consolidamento del tronco
- Eliminazione delle strozzature sulle branche
- Controllo consolidamenti a sella delle branche
- Integrazione dei consolidamenti a sella delle branche con consolidamenti sintetici temporanei
- Potatura dell’albero
- Parziale scopertura dell’apparato radicale per valutare il grado di funzionalità delle radici
Il costo previsto si aggira intorno a € 85,000.

>> Regolamento per l’adozione di aree verdi pubbliche della città di Ferrara (a cura dell'Assessorato all'Ambiente – Centro Idea e Ufficio Verde)

Nel mese di aprile 2011 con la sottoscrizione di due convenzioni sarà concretizzato il Progetto “La città degli Orti” che ha visto il coinvolgimento di una fitta rete di interlocutori locali, associazioni e cittadini che hanno dimostrato di possedere forti motivazioni per poter gestire un orto o un’area verde sul territorio ferrarese. Il 30 settembre 2010 alla Sala Arengo in Residenza Municipale è stata dedicata una giornata informativa sul Regolamento e oggi sono due le associazioni che daranno il via al progetto che ha avuto come primo risultato, il 12 Luglio 2010, l’approvazione del ” Regolamento per l’adozione di aree verdi pubbliche della città di Ferrara”. Entrambe le associazioni hanno adottato un’area verde da destinare ad “orto sinergico”. Le due associazioni sono:
- "GE.PO.RO.SA.", nata come associazione di cittadini ferraresi, che adotterà un area di circa 3200 metri quadrati nell’area verde di Via Natale Mosconi (zona Rivana);
- “Hermanos Latinos”, associazione di volontariato attiva da alcuni anni a Ferrara, operante principalmente nel settore integrazione dei cittadini latino-americani in Italia, che adotterà un area di circa 1800 metri quadrati nell’area verde di Via Poletti (zona Ippodromo).
Entrambe le associazioni hanno aderito alle finalità del progetto, in particolar modo, la sostenibilità ambientale vista come la stagionalità delle coltivazioni, la coltivazione di piante autoctone alimentari e non - ortaggi, fiori, piante, la cura del territorio, la sensibilizzazione ai problemi ambientali e a forme di educazione alimentare. Le Associazioni , inoltre, prevedono tra le proprie azioni la possibilità di coinvolgere alcune classi delle scuola primarie.

SCHEDA - Progetto “Le città degli orti” (sintesi a cura del Centro Idea)
I territori urbani dell’Emilia-Romagna sono sviluppati con un sistema molto articolato di orti, aree cortilive e spazi verdi di piccole e medie dimensioni. Storicamente la pianificazione degli spazi urbani teneva conto della necessità di autoproduzione alimentare, cultura radicata nel tessuto sociale.
Sulla base di questi presupposti, la Provincia di Ferrara ha avviato il progetto ‘La città degli orti’, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi INFEA, il cui obiettivo principale è recuperare questa identità congiuntamente all’utilizzo di pratiche di gestione sostenibili del terreno in ambito urbano. Fin dalla fase di presentazione del progetto la ricerca del partenariato è stata determinante per il raggiungimento dei risultati e per connotare la dimensione regionale che si è voluta dare all’iniziativa, coinvolgendo i territori di due città geograficamente opposte della regione. Gli altri partner del progetto sono infatti: CEA Infoambiente del Comune di Piacenza, Centro IDEA del Comune di Ferrara, Museo delle Valli di Argenta del Comune di Argenta, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia-Romagna, Fondazione per l’Agricoltura “F.lli Navarra” di Ferrara, ITAS “F.lli Navarra”, Servizio Produzione e sviluppo agricolo della Provincia di Ferrara, Assessora to all’Agricoltura della Provincia di Piacenza, BioPiace-Consorzio Produttori Biologici Piacentini.
Nel primo anno di attività (2009), i percorsi formativi realizzati rivolti alla cittadinanza hanno registrato la partecipazione di 124 persone (di cui 94 a Ferrara e 30 a Piacenza), con un’utenza alquanto diversificata in termini di posizione lavorativa (pensionati, lavoratori, disoccupati) e di professionalità (architetti, insegnanti, impiegati, agricoltori, casalinghe). Il pubblico coinvolto è stato soprattutto femminile (70% dei partecipanti ai corsi).
Durante lo svolgimento dei percorsi formativi i partecipanti hanno espresso la volontà di dare seguito alle nozioni apprese coordinandosi in una gestione condivisa di un orto. Da un’indagine condotta tra i partecipanti sono emerse le difficoltà che un singolo cittadino incontra in questo: mancanza di spazio e tempo, necessità di coordinamento e bisogno di condivisione. In corso d’opera si è quindi stabilito di dotare i cittadini di uno strumento regolamentare per l’adozione di spazi verdi pubblici del Comune di Ferrara. Nel progetto era già prevista la redazione di un protocollo di gestione sugli spazi urbani coltivabili ma si è deciso di ampliare il campo di applicazione di questo strumento normando regole comuni di gestione. Il valore aggiunto del Regolamento è da ricercarsi nella sua capacità indirizzare i soggetti verso regole di gestione stabilite a livello istituzionale e destinate a perdurare nel tempo.
Infatti il Regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale e norma l’adozione a soggetti ed enti privati interessati (soggetti adottanti), di aree e spazi verdi, nonché l’inserimento e la manutenzione di elementi di arredo urbano nel contesto cittadino, in linea con i presupposti e gli obiettivi del progetto. In questo modo si soddisfano sia le finalità del progetto sia le esigenze manifestate dalla popolazione coinvolta:
- si attivano processi di partecipazione e autogestione del patrimonio comunale;
- si coinvolge la cittadinanza nella gestione attiva bene comune;
- si sensibilizzano i cittadini sulla tutela del territorio comunale;
- si incentiva la collaborazione dei cittadini al recupero di spazi verdi pubblici;
- si favoriscono l’aggregazione sociale e percorsi di cittadinanza attiva;
- si stimolano l’attenzione al degrado urbano e il senso di appartenenza.
La necessità di proseguire il progetto nel 2010 è stata quella di dare impulso alle aspettative della popolazione già coinvolta e fornire gli strumenti di conoscenza alla popolazione che si avvicina al tema della gestione di un orto cittadino.

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