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Guerra in Afghanistan: attentato ad un Lince, morto un soldato italiano

 IL CONFLITTO IN AFGHANISTAN È ANCORA MOLTO ACCESO E LA RISOLUZIONE SEMBRA LONTANA

 

Ucciso il tenente Ranzani a seguito dell'esplosione contro un blindato Lince
La guerra afghana, ancora ben lontana da una risoluzione, continua ad esigere il tributo di sangue da parte delle nazioni in missione.
L’Italia ha perduto oggi Massimo Ranzani, in missione in Afghanistan.
Il tenente stava svolgendo una ricognizione sul blindato che è stato distrutto dalla deflagrazione di un ordigno rudimentale, presente sulla sede stradale.

Classe ’74, l’ufficiale era nato a Ferrara il 24 marzo e tra meno di un mese avrebbe festeggiato il suo 37 compleanno a casa, insieme a parenti ed amici, a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello (Rovigo), dove viveva con il padre Mario di 62 anni e la madre Ione di 58.

Alle 12.45, ora locale, il blindato Lince, già tristemente famoso per altri incidenti sempre in Afghanistan, del quinto Reggimento Alpini di Vipiteno stava ritornando alla base al termine di una missione a Shindand, nell’ovest del Paese, che aveva visto impegnati nel fornire cure e assistenza medica alla popolazione locale dal tenente Ranzani e altri quattro militari italiani.


L’incredulità regna sovrana tra gli amici e i conoscenti di Massimo che lo ritenevano sempre “sereno, buono, gentile”.

 

Dal 12 ottobre scorso il tenente si trovava in Afghanistan. Questa rappresentava per lui la seconda missione fuori area. “Dopo ogni ‘trasferta’ – aggiungono altri conoscenti – tornava sempre a casa dei suoi genitori e ci chiamava per uscire tutti assieme, anche se parlava poco del suo lavoro”.

Entrato negli Alpini, Massimo era stato mandato nella caserma “Salsa” di Belluno. Nel 2004 con la sua nomina a tenente era stato trasferito a Vipiteno.

Il comune di Occhiobello, aveva però già perso un concittadino: lo scorso luglio, a Herat, il primo maresciallo mauro Gigli, sempre su un Lince, sempre residente nel paese del polesine, si immolò per la patria che aveva giurato di difendere.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota esprime i suoi “sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti”.

Dalla procura militare di Roma arriva la notizia che verrà aperta un’inchiesta per attentato per finalità terroristiche o di eversione.


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