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Ferrara: un messaggio ai lavoratori Oerlikon

Desidero dare un segnale di attenzione ai lavoratori Oerlikon che anche in questi giorni sulla stampa hanno manifestato la loro preoccupazione per l’incertezza del futuro dell’azienda, per dire che le istituzioni non si sono dimenticate di loro.

Ho avuto occasione di visitare personalmente lo stabilimento nei giorni immediatamente prima di Natale. Un giro in quella realtà enorme, avvolta in un silenzio spettrale. Macchinari fermi da mesi. Buio. Qualche lavoratore che si stava occupando di traslocare documenti, dove per traslocare intendo gettare via ogni cosa. E spettatore muto di questa scena desolante, oltre alla sottoscritta, un albero di natale di plastica che si illuminava ad intermittenza.

Ho sentito una ferita profonda e ho solo potuto immaginare che quello che provavo io non era neppure paragonabile a quello che doveva provare chi aveva lavorato anni in quella realtà e la stava vedendo morire in quel modo.

Quell’esperienza mi ha segnata profondamente e mi ha resa ancor più determinata nel non rassegnarmi ad un destino che sembra segnato.

Con la copertura degli ammortizzatori sociali data dalla Regione, che ha concesso la cassa integrazione in deroga sino al luglio 2011 (periodo ulteriormente rinnovabile), si sono messi in sicurezza i lavoratori, tutelandoli sotto il profilo del reddito. Un passo importante ma che non basta.

La Provincia sta ora portando avanti gli impegni assunti in sede ministeriale. Al Ministero dello Sviluppo Economico infatti sono stati presi impegni sia da parte aziendale Oerlikon che da parte della Provincia e del Ministero per continuare nella ricerca di una soluzione che possa dare una prospettiva industriale e produttiva del sito.

E’ iniziato un lavoro di analisi tra Wollo, l’advisor nominato dalla Oerlikon, e la Sipro, Agenzia Provinciale per lo Sviluppo, volto ad individuare un possibile scenario di sviluppo e di rilancio dell’area. Anche la Regione è coinvolta.

Le problematiche sono enormi, non ci si può nascondere questa oggettiva realtà. Uno stabilimento assolutamente sovradimensionato, peraltro non di proprietà ma in affitto. Macchinari non tutti tecnologicamente innovativi e competitivi. Mercato di riferimento dell’attuale produzione in forte contrazione.

Ma nonostante questa situazione di partenza estremamente difficoltosa ci è molto chiaro che si deve lavorare perché quel sito non rimanga una ferita aperta per la città ma possa avere prospettive nuove.

Ci muove la profonda determinazione di esplorare tutte le soluzioni possibili. Anche quelle che richiedono una paziente e laboriosa costruzione. E’ questo che stiamo tentando di fare in questi mesi, muovendoci con la riservatezza che si impone in questi casi, per evitare di alimentare aspettative su un progetto che necessita ancora di verifiche per misurarne l’effettiva tenuta.

Presto saremo in grado di confrontarci con le forze economiche, sociali e sindacali che vorremmo coinvolgere ed impegnare in questo progetto. Il percorso è già cominciato e stiamo già ricevendo collaborazione da Unindustria Ferrara.

Così come abbiamo seguito passo passo questa crisi aziendale, partecipando ad ogni incontro presso il Ministero e svolgendo un ruolo di garanzia dei lavoratori quando per loro si prospettavano percorsi “avventurosi” da parte di interlocutori privi di credibilità sotto il profilo industriale ed economico, adesso stiamo lavorando per la prospettiva, convinti di riuscire ad elaborare un modello di intervento che possa dare risposte e opportunità nuove.

 

Carlotta Gaiani

assessore Attività produttive

Provincia di Ferrara


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