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Ferrara: un sondaggio del CNA rivela i disagi delle aziende

 

Ferrara: un sondaggio del CNA rivela i disagi delle aziende 

Articolo di Morena Cavallini 

Sondaggio Cna tra i propri associati su fatturati, investimenti e credito.
In 507 rispondono: troppi oneri e burocrazia sulle imprese e nessun sostegno
Cresce il malessere delle imprese, la ripresa rimane lontana


Cresce il malessere tra le piccole imprese ferraresi e una certa disillusione verso la possibilità di trovare soluzione ai propri problemi, almeno nella fase attuale. Lo evidenzia un sondaggio intitolato “Imprese: il punto sul 2010, previsioni e progetti per il 2011”, condotto da Cna tra fine dicembre e gennaio, al quale hanno risposto ben 507 imprenditori associati, distribuiti tra i diversi settori e aree territoriali della provincia. Una partecipazione ampia, sintomo emblematico di una volontà di farsi sentire, di testimoniare in prima persona una realtà economica che permane ancora per larga parte pesante, come ha sottolineato il direttore provinciale Cna, Corradino Merli, presentando alla stampa i risultati della recentissima rilevazione.
La lettura dei dati riferiti a indicatori come: fatturato, occupazione, investimenti, credito e rapporto con le banche, assommata ai commenti liberi degli imprenditori offrono un quadro di forte preoccupazione. “Al terzo anno consecutivo di crisi e senza una ripresa all’orizzonte a breve termine – ha puntualizzato il presidente provinciale di Cna, Vittorio Mangolini – sale la tensione delle piccole imprese verso un Sistema Paese burocratico, poco competitivo e troppo oneroso”, mentre le istituzioni appaiono quanto meno lontane e, comunque, incapaci di porre mano ai problemi.
Da questo punto di vista, il sondaggio è esplicito. Niente ripresa in tempi brevi: 
solo il 4,3% la prevede entro i prossimi tre mesi, mentre il 13% spera entro i primi sei mesi di quest’anno. La percentuale più rilevante di imprenditori, il 34,8%, ritiene tuttavia che non ci si debba attendere un rilancio prima della fine del 2011, mentre ben il 47,8% lo sposta oltre il 2011.

“Sono segnali che debbono indurre quanti hanno responsabilità di governo, sia nazionale che locale – ha affermato Merli – ad una attenta riflessione”. Reduce dalla conclusione della tornata di confronto con i sindaci della quasi totalità dei Comuni, l’Associazione rilancia sul tema delle politiche da fare nell’ambito del territorio provinciale, malgrado il quadro di riduzione delle risorse a disposizione delle amministrazioni locali. Scelte realizzabili, oltre che necessarie, a giudizio dei dirigenti Cna: esistono ampi margini per alleggerire la selva di oneri e vincoli che gravano sulle imprese, segnalati puntualmente nel sondaggio: troppe tasse, troppa burocrazia e adempimenti. “Ci vorrebbe una politica più incline allo sviluppo”, come scrive un imprenditore in calce al proprio questionario.
Ma vediamo, nel merito, i dati più significativi della rilevazione aggiornata a fine gennaio.     
Per quanto riguarda il fatturato, mentre il 23% ne segnala l’aumento nel corso del 2010, questo è diminuito per il 31,6% o, addirittura, molto diminuito per l’8,4%, stazionario invece per il 37%. Segnali di ripresa della domanda negli ultimi sei mesi si sono manifestati per il 35%, mentre per  il 65% no.    
Sul versante dell’occupazione, le imprese con dipendenti (il 64,9% del campione), nel 2010 hanno aumentato il personale per il 15,6%, per il 17,4% è diminuito, mentre per il 67% l’occupazione è rimasta invariata. Quanto al 2011, il 9,7% prevede di assumere, il 13,1% di ridurre, il 77,2% manterrà invariata la situazione. Si tenga presente, da questo punto di vista, che la nostra provincia presenta livelli tra i più elevati di ricorso alla Cassa integrazione. Per quanto riguarda la Cna, tra le proprie imprese con dipendenti sono 313 quelle che utilizzano ammortizzatori sociali, pari a 2804 dipendenti e ad un complesso di 1633 ore di cassa integrazione.
Investimenti. Nel corso del 2010 il 38,7% del campione del sondaggi
o ha effettuato investimenti, mentre la quota più rilevante (61,3%) non li ha messi in cantiere. Nel 2011 li prevede il 25,4%, mentre il 47,8% lo esclude e il 26,8% è incerto. Qualche segnale interessante si sta manifestando negli ultimi tempi dall’osservatorio di Unifidi, la Cooperativa di garanzia di Cna, che ha registrato a gennaio richieste di fidejussione per un totale di 8 milioni di euro di finanziamenti, rappresentati per il 37,19% da investimenti e dal 62,81% da esigenze di liquidità (nel 2010 la media, su un totale di 800 pratiche di finanziamento, era costituita da una percentuale del 23,28% di investimenti e un  76,72% liquidità). Il tema della liquidità finanziaria delle piccole imprese è, per lo più, originato dal progressivo allungamento dei tempi di pagamento, fenomeno che prosegue nel 2010: ne ha sofferto il 66,6% delle imprese che hanno risposto al sondaggio.

Ultimo tema, credito e rapporto con le banche. Tra i 507 del campione, il 37,6% ha riscontrato una restrizione delle linee di credito da parte della propria banca, il 13,7% in parte; per il 50,6%è aumentata la richiesta di garanzie delle banche, mentre per il 61,7% sono inoltre aumentati i costi delle commissioni bancarie. Infine, la disponibilità del sistema bancario a finanziare le imprese è peggiorata per il 63,9%.    


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