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Ferrara: caso Zambelli, aggressore in carcere, ora disposte le analisi

 

 

17 gennaio

La famiglia di Matteo Ricci, l’aggressore di Filippo Zimbelli, ha nominato l’avvocato Dario Bolognesi, in sostituzione del legale d’ufficio Silvia Baldassarre.

Questa mattina, la collaboratrice dello studio Bolognesi, avvocato Ginevra Campalani, ha per questo partecipato al conferimento dell’incarico del medico Stefano Malaguti, consulente del pm Filippo Di Benedetto, che ha ordinato l’autopsia.

Inoltre, per ulteriori accertamenti medico-legali, è stata incaricata la dottoressa Francesca Righini, che dovrà svolgere l’analisi tossicologica.

Tra circa 60 giorni si avrà l’esito degli esami, che consentiranno agli inquirenti di valutare la compatibilità con la ricostruzione degli avvenimenti fin qui redatta ad opera dei Carabinieri e del dr. Di Benedetto, che in questi giorni si sono dedicati assieme alla vicenda lavorando giorno e notte.

 

16 gennaio

 

L'efficenza dei Carabinieri di Ferrara, la collaborazione volontaria dei testimoni e la partecipazione in prima persona del P.M. Dott. Di Benedetto, che ha personalmente condotto gli interrogatori durante tutta la notte di sabato, alla presenza degli avvocati e dei Carabinieri stessi, hanno portato ad una veloce soluzione del "caso Zambelli", che stava preoccupando da alcuni giorni l'opinione del Ferraresi, allarmati dall'idea che ci fosse in città qualcuno di pericoloso che si aggirava nei locali notturni. Per fortuna, appurano le indagini fin'ora svolte, potrebbe trattarsi di un diverbio approdato in  un imprevisto (ma non imprevedibile) grave incidente.

Ferrara: caso Zambelli risolto in 72 ore: i Carabinieri di Ferrara, individuando ed ascoltando i testimoni della vicenda, hanno identificato già nella nottata di sabato 15 gennaio, il probabile colpevole in Ricci Matteo, anno 78, di origini del forlinese.

Fu lui a colpire, la notte di mercoledì, Filippo Zambelli, dopo una violenta discussione che ha avuto inizio all'interno del Circolo Renfe, ed è sfociata in rissa all'esterno, probabilmente per una donna.. Le indagini continuano per determinare eventuali altre persone coinvolte, in attesa dell'autopsia disposta per accertare le cause della morte. 

SVOLTA NELLE INDAGINI SULLA MORTE DI FILIPPO ZAMBELLI .

IL 39ENNE AGGREDITO NELLA NOTTE DI GIOVEDì 13  FUORI DAL CIRCOLO “RENFE” DI VIA BOLOGNA (FERRARA), ERA STATO RICOVERATO IN PROGNOSI RISERVATA ALL’ARCISPEDALE SANT’ANNA, per trauma cranico con ematomi vari ed edema cerebrale. 

GLI APPROFONDIMENTI SONO PARTITI IL GIORNO STESSO: I PRIMI ELEMENTI RACCOLTI CONSENTIVANO DI ACCERTARE CHE ALL’INTERNO DEL LOCALE SI ERA ACCESA UNA DISCUSSIONE FRA ZAMBELLI E ALTRE PERSONE DI CUI PERO’ NON ERANO STATI FORNITI ALTRI DETTAGLI. LA DISCUSSIONE SAREBBE CONTINUATA FUORI DAL LOCALE, DOVE SI SAREBBE VERIFICATO UN PRIMO PARAPIGLIA, CON SPINTONI E URLA. LO ZAMBELLI SI SAREBBE ALLONTANATO CON UN ALTRO RAGAZZO, MA SAREBBE STATO RAGGIUNTO DA ALCUNE PERSONE E AGGREDITO, SENZA CHE L’AMICO RIUSCISSE AD INTERVENIRE. 

QUEST’ULTIMO, GENERALIZZATO ASSIEME AGLI ADDETTI DEL LOCALE CHE HANNO PRESTATO IL PRIMO SOCCORSO AL MALCAPITATO dalle pattuglie intervenute subito dopo i fatti, si proponeva per RIFERIRE QUANTO VISTO IN QUEI MOMENTI. PERTANTO VENIVA SENTITO IL GIORNO STESSO E FORNIVA ALCUNI INIZIALI DETTAGLI DELLA VICENDA, MA NON RIUSCENDO IMMEDIATAMENTE A RICOSTRUIRE TUTTO.

OLTRE A LUI VENIVANO successivamente ASCOLTATI ANCHE VARI ADDETTI DEL LOCALE, CON CUI SI RIUSCIVANO A RICOSTRUIRE INVECE LE FASI DEL DIVERBIO INIZIALE ALL’INTERNO: ACCOMPAGNATO LO ZAMBELLI E LE ALTRE PERSONE ALL’ESTERNO LA DISCUSSIONE PROSEGUIVA A SUON DI OFFESE E SPINTONI E UNA RAGAZZA CADEVA A TERRA. LO ZAMBELLI PERò, ESORTATO DALL’AMICO, SI ALLONTANAVA CON LUI. DA QUI GLI ADDETTI RIFERIVANO DI NON AVER VISTO PIù NULLA E DI ESSERE STATI RICHIAMATI DOPO QUALCHE MINUTO perché C’ERA UNA PERSONA A TERRA, APPENA AL DI Là DI VIA BOLOGNA, ALL’INIZIO DI VIA FORO BOARIO. 

PER GLI ISTANTI SUCCESSIVI GLI ELEMENTI NON ERANO DECISIVI. VENIVA DUNQUE RISENTITO IERI POMERIGGIO - QUANDO LA NOTIZIA DELLA MORTE DELLO ZAMBELLI NON ERA ANCORA STATA DIFFUSA - L’AMICO CHE, A MENTE FREDDA, RIUSCIVA A FORNIRE ULTERIORI DETTAGLI, SUFFRAGATI SUCCESSIVAMENTE IN PARTE ANCHE DA ALTRE PERSONE NEL FRATTEMPO RINTRACCIATE.

RICORREVA LA PRESENZA, NELLE VARIE FASI DELL’ALTERCO, DI DUE PERSONE. DI UNA DI QUESTE L’AMICO FORNIVA UN’istantanea REPERITA NELLA FOTOGALLERY DEL SITO DEL RENFE. DELL’ALTRA ERA SOLO IN GRADO DI DARE UNA DESCRIZIONE SOMMARIA: RAGAZZO ALTO ROBUSTO, CAPELLI LUNGHI E RICCI, VESTITO DI NERO, (PARTICOLARi QUESTi SUCCESSIVAMENTE CONFERMATi ANCHE DAgli addetti DEL LOCALE, CHE CONFERMAVANO, ALTERNATIVAMENTE, DI AVERLO VISTO ALL’INTERNO E/o ALL’ESTERNO DEL LOCALE, CONFRONTARSI CON ZAMBELLI). QUEST’ULTIMO, VENIVA ANCHE RICONOSCIUTO COME IL FIDANZATO, O COMUNQUE CONOSCENTE DELLA RAGAZZA ROVINATA A TERRA, E COME GESTORE DI UN BAR in centro a FERRARA. 

SCATTANO IMMEDIATAMENTE LE RICERCHE CHE, NEL GIRO DELLA TARDA SERATA DI IERI, PORTANO AD IDENTIFICARE E RINTRACCIARE in città AMBEDUE I SOGGETTI.

INTERROGATI ENTRAMBI FINO ALLE PRIME LUCI DELL’ALBA personalmente DAl p.m., che coordinava le indagini, EMERGevaNO gravi indizi di colpevolezza A CARICO DEL BARISTA, RICCI MATTEO, forlivese del ’78, incensurato. alla notizia della morte di zambelli, di cui era inizialmente all’oscuro, ammetteva le proprie responsabilità, rendendosi conto della gravità dei fatti e ricostruendo la dinamica con atteggiamento collaborativo alla presenza dell’avvocato d’ufficio. il ricci forniva altresì elementi utili per la valutazione della posizione dell’altro soggetto interrogato, che allo stato risulta solo indagato per i medesimi fatti, nonché di altre persone a vario titolo presenti. 

a meno di 24 ore dalla morte della vittima, il colpevole è stato individuato e assicurato alla giustizia. 

il fermato si trova attualmente in carcere a disposizione dell’a.g. 

 


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