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Bologna: neonato morto, probabile broncopolmonite. Il padre 'non siamo clochard'

Gli inquirenti vogliono ricostruire l'accaduto. Una volta accertate le cause della morte del piccolo Devid, bisognerà capire se cure più tempestive avrebbero potuto salvare Devid. L'infiammazione massiva che ha colpito i suoi polmoni è un processo che, dice Franco Walter Grigioni, direttore dell'Unità Operativa di anatomia, istologia patologica del Policlinico Sant'Orsola, si è compiuto in più giorni, anche se non è possibile risalire a quando sia iniziato viste le diverse reazioni che esistono da individuo ad individuo.

Anche se si fosse trattato di un'infiammazione virale, il freddo è stato comunque concausa. Ovviamente dovrà essere verificato anche se la famiglia abbia mai chiesto aiuto e se ci siano state defaillance nella rete dei servizi.  In ogni modo la Procura dei Minori, nella persona del procuratore Ugo Pastore, ha già depositato un ricorso urgente al Tribunale dei Minori per la messa a tutela dei figli della donna. La decisione dovrebbe arrivare in 24-48 ore. 

"Non siamo clochard" è in sostanza la versione concorde dei due genitori di Devid, che sono stati sentiti separatamente. Il bambino non era stato male nei giorni precedenti, hanno aggiunto. Versione messa a verbale e che ora andrà controllata.

Nella casa che avrebbero in affitto, nel centro storico, in via delle Tovaglie,  i vicini non vedono da tempo la famiglia. Per Piazza Grande, l'associazione per i senzatetto, la notte precedente al giorno del decesso del piccolo Devid, madre e figli l'avevano trascorsa in una roulotte. I due genitori oggi erano di nuovo nella centralissima piazza Maggiore, a pochi metri da dove fu soccorso il piccolo.

L'inchiesta della Procura, condotta dal pm Alessandra Serra, é ancora senza titolo di reato e a carico di ignoti. "Scandaglieremo con il massimo scrupolo ogni piega della vicenda - ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini -. Comunque non si può dimenticare che, in generale, il dovere primario di tutela del minore deve essere esercitato prima di tutto dai genitori. Anche solo chiedendo aiuto o assistenza".

(12/01/2011)

 Ieri la notizia che suo figlio Devid, bimbo di soli venti giorni, è morto tragicamente, commuovendo una intera città e l'Italia. Oggi Sergio Berghi, padre del neonato, è furioso, soprattutto per la ricostruzione 'ingiusta' fatta, a suo avviso, dalla stampa. "Non viviamo in strada, non siamo vagabondi. Abbiamo una casa in affitto, abbiamo difficoltà economiche e facciamo i salti mortali, ma non siamo pazzi che tengono due neonati al gelo senza curarsene", ha detto Sergio, 43 anni, all'edizione bolognese del Corriere della Sera. All'ospedale Sant'Orsola è morto Devid, consumando il dramma del 43enne e della compagna Claudia, 36 anni, cinque figli avuti da tre uomini diversi. Il piccolo, nato il 13 dicembre e morto lo scorso 4 gennaio, è stato seppellito alla Certosa, mentre il fratellino gemello, la sorellina di un anno e mezzo e la mamma sono ricoverati al Gozzadini. "Claudia faceva assistenza agli anziani ma ha smesso dopo aver avuto la bimba. Io faccio lavoretti, ma non c'è lavoro, abbiamo problemi. Ma non siamo barboni, una casa ce l'abbiamo - si sfoga Sergio - nessun medico ha parlato di freddo e stenti, ci hanno detto che è morto perché aveva il latte nella trachea". 

(11/01/2011)

A soli venti giorni è morto a Bologna

È successo il 4 gennaio, mentre i genitori, senza una casa sicura, lo portavano a passeggio, per le vie del capoluogo emiliano.

Il piccolo David Borghi è morto così, invece il suo fratellino gemello è stato soccorso in tempo e salvato con un ricovero d'urgenza al Sant'Orsola. Erano le sette e mezza del 4 gennaio quando il 118 ha ricevuto la chiamata, anche se solo adesso sono stati resi pubblici i particolari della vicenda. I genitori del piccolo, due italiani di 35 anni, vivevano da qualche giorno per strada con i due gemellini e un'altra bambina di un anno e mezzo.

Sala Borsa era il posto in cui questa famiglia si riparava, a causa della crisi economica ed esistenziale che l'aveva privata della loro abitazione. I medici del 118 hanno fatto il possibile per il piccolo David, ma quando è arrivato in ospedale le sue condizioni erano già molto critiche, aveva la febbre molto alta e durante la notte non ha resisitito alla crisi respiratoria che ne ha provocato la morte.

«Da quello che abbiamo potuto ricostruire fino ad ora, la madre era una povera donna che aveva sempre rifiutato aiuti ed assistenza». Anna Maria Cancellieri, commissario straordinario di Bologna, ha fatto un breve punto con i cronisti a Palazzo D'Accursio sulla vicenda
 

«In occasione di un pranzo di solidarietà, l'ultimo dell'anno - ha proseguito Cancellieri - era stata avvicinata da due operatori che le hanno chiesto se aveva bisogno. Ma come aveva detto altre volte, non ha chiesto nulla. In questi casi ci vuole un minimo di partecipazione». Il Comune, insieme alla Regione, sta comunque facendo accertamenti per mettere insieme un quadro più completo sulla coppia. L'uomo, proveniente dalla provincia di Arezzo, era stato in passato ospite in strutture di accoglienza nel Bolognese, e, a quanto si è appreso, da tempo viveva per strada. 

Le condizioni del gemellino di Devid e della sorellina «fortunatamente sono ottimali», ha confermato ai giornalisti il prof.Mario Lima, direttore della Chirurgia pediatrica del S.Orsola: «Abbiamo consigliato ai genitori il loro ricovero per eseguire accertamenti che potessero escludere un'eventuale patologia riferibile al fratellino. Al momento, per le indagini strumentali che abbiamo fatto, non abbiamo rilevato alcun tipo di contagio o di infezione. È stato un atto precauzionale». Le condizioni di Devid erano invece fin da subito critiche, ha confermato Lima: «Il bambino è stato condotto immediatamente in rianimazione pediatrica. Aveva problemi di tipo respiratorio e probabilmente anche di tipo cardiocircolatorio, in funzione del primo. Ha comunque avuto tutta l'assistenza necessaria e ottimale, anche da parte dei sanitari del 118 in piazza Maggiore». I funerali del piccino sono già stati celebrati.

(10/01/2011)


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