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Viaggio tra Brescello e Sabbioneta

 

Tra Brescello e Sabbioneta

Un week end d’autore a ritmi lenti 

Alla riscoperta del turismo genuino e degli angoli segreti d’Italia, per assaporare la navigazione fluviale, il cinema nostrano, la gastronomia d’eccellenza, una città patrimonio Unesco, un grande pittore naif 

Brescello, Boretto, Gualtieri e Guastalla, borghi sonnolenti adagiati nella “bassa” reggiana, lungo le sponde del Po, là dove il fiume Enza si getta nel Grande fiume. Terre dalle atmosfere magiche e genuine che guardano con rispetto il suo lento decorso verso l’Adriatico. Rispetto, misto a paura, dovuto al fatto che  in più occasioni la gente di queste parti ha dovuto fare i conti con la furia delle sue ondate di piena. Le prossime Festività natalizie sono l’occasione ideale per visitare questi piccoli paesi dalle antiche tradizioni e dalla impareggiabile gastronomia. Poi se la stagione lo permette  si può pedalare lungo l’argine del Po, fra golene, pioppeti e boschi naturali, per assaporare il fascino del paesaggio e  riconquistare quello che si è perso nelle vacanze mordi e fuggi. Senza fretta, senza ansia, godendo per qualche giorno il lento fluire del tempo.

Il viaggio alla scoperta i questi angoli segreti non può che partire da Brescello, famoso per avere ospitato i cinque film del sindaco Giuseppe “Peppone” Bottazzi e del prete Don Camillo. Ogni angolo di questo piccolo paese di 5.500 abitanti è un set cinematografico a cielo aperto, strade e piazze sono punteggiate da personaggi e vicende  uscite dalla insuperabile penna di Giovannino Guareschi e portate al successo da Gino Cervi e Fernandel: la Madonnina del Borghetto appena fuori l’abitato, in mezzo al verde, all’inizio della pista ciclabile, la campana lungo i portici di via Giglioli,  ordinata da Peppone per commemorare un suo compagno caduto, il carro armato con la stella americana che sparò per errore alla colomba della pace e la locomotiva del treno che portò il sindaco Bottazzi a Roma dopo l’elezione a deputato. Proseguendo si arriva in Piazza Matteotti, dove si affacciano il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Nascente, che hanno fatto da sfondo a tante avventure di Don Camillo e Peppone. All’interno della chiesa, nella prima cappella alla sinistra dell’ingresso il Cristo “parlante”, da cui Don Camillo si rifugiava dopo le liti con l’eterno rivale Peppone.  Poco distanti i due musei che costudiscono i tanti pezzi unici dell’intera saga cinematografica. Un terzo museo invece racconta la storia di Brixellum, antica città gallo - romana.

Se il tempo lo permette si può pedalare lungo l’argine del Po fino a Boretto. Lungo il tragitto si incontra  la “Casa dei Pontieri” (sito: www.albergodelpo.it),  un museo costruito da Romano Gialdini dedicato al padre Dino, l’ultimo dei capopontieri che hanno lavorato al vecchio ponte di chiatte che per tanti anni, fino al 26 luglio 1967, aveva collegato la sponda reggiana a quella mantovana. Poi via ancora in bici fino a Boretto, dove in prossimità del porticciolo si può visitare  Po432 (zona Lido Po Boretto Tel 0522-964221) , il museo cantiere della navigazione, con numerosi reperti di archeologia cantieristica fluviale e navale fra cui la storica pirodraga Secchia una enorme imbarcazione di 33 metri di lunghezza.

Appena fuori dal museo  il porto turistico, attrezzato per la nautica da diporto, dove salpa la motonave Padus. Imbarcata la bici si può scegliere fra varie minicrociere (in dettaglio su www.infrastrutturefluviali.it) per assaporare il fascino del paesaggio alla riscoperta di luoghi, canali ed isole fluviali  di rara bellezza. Prima tappa Guastalla dove inforcata la bici si può raggiungere Gualtieri, il paese di Antonio Ligabue; nel piccolo museo a lui dedicato, che si affaccia sulla mestosa piazza Bentivoglio, due opere originali del grande pittore naïf e tanto materiale che documenta la sua vita difficile e travagliata.

Nel centro di Gualtieri il porticato e la stalla di una casa colonica sono stati trasformati in una interessante trattoria, l’Osteria della Merla (via Giardino 25, tel. 333.65.46.098), che propone piatti della cucina modenese e  reggiana.

Una cucina ricca di tante specialità che ha nell’aceto balsamico Dop tradizionale uno dei punti di eccellenza. Di grande livello quello prodotto dall’azienda agricola Medici Ermete & Figli Srl a Montecchio Emilia (strada per S.Ilario 68, sito: www.medici.it) dove fra una degustazione e l’altra si scoprono i segreti di questo nettare.

Poi quando le luci del giorno lasciano il posto alle ombre della sera è il momento di concedersi una sosta gustosa alla trattoria “La Bottega del paese di Don Camillo” (sito: www.trattorialabottega.com) interamente tappezzata di foto (originali) dei cinque film. Lo chef Cristiano e la moglie Marisa coccolano l’ospite con piatti insuperabili: si comincia con un superbo tagliere di salumi, per poi passare ai gustosissimi tortelli di zucca o le tagliatelle al culatello ed ai  secondi piatti a base di stracotti, polenta, filetti, bolliti e mostarda. Il tutto accompagnato da una ottima bottiglia di lambrusco.

Prima di partire è quasi d’obbligo una visita alla Premiata e Rinomata Fabbrica Luigi Benelli (Sito: www.luigi-benelli.it) appena fuori il paese, dove viene prodotta la Spongata, un tipico dolce natalizio, a base di mandorle, noci, pinoli, miele e cedro, che può essere gustato in qualunque periodo dell’anno grazie alla sua lunga conservazione. 

Sabbioneta gioiello Unesco 

Ultima tappa di questo weekend d’autore  nelle capitali del Po è Sabbioneta, gioiello Unesco dal luglio 2008. Questo autentico gioiello urbanistico, pensato come “città ideale” a misura d’uomo Vespasiano Gonzaga Colonna, è passato indenne attraverso i secoli e si presenta ancora oggi  nel suo originario splendore. Per apprezzarla fino in fondo è indispensabile la visita guidata: a piedi si raggiunge facilmente la chiesa della Beata Vergine Incoronata con l’annesso museo d’Arte Sacra che custodisce tanti oggetti preziosi e rari fra cui il Toson d’Oro, l’onorificienza concessa dall’Imperatore di Spagna ai più grandi cavalieri dell’impero, con cui  Vespasiano Gonzaga fu sepolto, il Palazzo Ducale con la grande piazza centro della vita pubblica, la Sinagoga, il Teatro all’Antica ed il Palazzo del Giardino dove il  duca  amava ritirarsi per trascorrere alcuni momenti di pace e tranquillità. I gioielli Unesco sono legati in maniera indissolubile ad una interessante gastronomia fatta di tortelli mantovani di zucca, ottimi salumi, la torta sbrisolona ed i “filos”, biscotti che portano nella fragranza dei loro ingredienti i sapori di un tempo. 

Per informazioni Ufficio Turismo Comune di Brescello,  tel 0522 – 482564. Sito internet: www.visitbrescello.it


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Viaggi e Gastronomia