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Società: un batterio ci indica la strada per la ricerca sulla vita aliena

C’è vita oltre la nostra?

Da decenni si cerca con ogni mezzo, su altri mondi possibili, un’altra vita possibile, lontana, misteriosa.

Ebbene, una recente scoperta porta a moltiplicarsi le possibilità di trovarla, sconvolgendo però i presupposti della ricerca.

Cambiando le carte in tavola, presupponendo altre basi su cui strutturare le creature aliene, forse qualcosa di extraterrestre vivo si potrà trovare.

Insomma c’è la vita come la nostra e poi c’è anche un’altra vita con altre fondamenta e altre strutture.

La NASA ha recentemente tenuto un’importante conferenza stampa sulla Astrobiologia che si è conclusa con una dichiarazione significativa: la scoperta di uno speciale microbo che vive in un ambiente considerato finora letale. Questa creatura utilizza l’arsenico per la propria sussistenza.

Quel microbo è un alieno terrestre perché la sua vita, secondo i parametri utilizzati per definire la vita fin’ora utilizzati, sarebbe impossibile, ma essa avviene perché di altra “categoria” si tratta, un’esistenza con proprie regole, completamente diverse da quanto eravamo abituati. 

Il batterio impossibile ha vissuto bello tranquillo sul fondo del Mono Lake al Parco Nazionale di Yosemite, in California, immerso nell’arsenico.
Il suo metabolismo è basato sull’arsenico, vive di quello e così la NASA lancia l’ipotesi “Se la sua sopravvivenza è basata su qualcosa che per noi è letale, allora la vita potrebbe svilupparsi in molteplici modi. E’ un alieno che condivide il nostro stesso ambiente“.

 

This image is a work of the National Institutes of Health, part of the United States Department of Health and Human Services. As awork of the U.S. federal government, the image is in the public domain.


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Scienza Natura Storia e Salute