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Ferrara: un'analisi dei dati sul turismo a Ferrara

 La strategia turistica nasce dall’analisi dei dati 

Come affrontare il calo dei pernottamenti di Ferrara? Innanzitutto analizzando in modo approfondito ogni dato in nostro possesso. Occorre in primo luogo operare una distinzione tra i turisti comunemente intesi, quelli cioè che scelgono di trascorre alcuni giorni nella nostra città attirati dal patrimonio artistico e culturale o da eventi e mostre, e coloro che, invece, dormono a Ferrara per altri motivi, tra cui le fiere di Bologna, gli incontri di lavoro nelle aziende ferraresi (in crisi) e i numerosi (nel passato) cantieri.

Non credo alle ricette estemporanee, credo piuttosto che come ogni fenomeno, compreso quello  turistico, meriti un serio approfondimento da cui far scaturire le idee e le conseguenti strategie.

Se guardiamo ad esempio alla ricettività di Ferrara, scopriamo che negli ultimi dieci anni essa è aumentata del 93,7 %, passando da 1.699 posti letto a 3.292; al contempo è aumentata anche la ricettività di Bologna, di cui Ferrara è sempre stata un satellite per via dell’importante quartiere fieristico. Qui i posti letto passano da 8.215 nel 1999 a 15.144 del 2009 con un aumento pari a circa tre volte la ricettività ferrarese. Passando all’analisi della domanda, non esistono dati ufficiali sulle motivazioni dei pernottamenti, perché questi dati non rientrano tra quelli previsti dall’ISTAT, ma secondo gli stessi albergatori, oltre il 70% degli ospiti soggiornano a Ferrara per motivi di lavoro, e tra questi, molti indotti dalla fiera di Bologna. Bene, oggi questo polo attrattore può contare su un’offerta molto più ampia da parte del capoluogo emiliano, dove negli ultimi anni si sono insediati numerosi nuovi alberghi collegati a catene internazionali con una politica tariffaria molto aggressiva. Da questa semplice osservazione emerge come il calo dei pernottamenti a Ferrara può dipendere in maniera consistente da questo fattore, esogeno alla realtà turistica propriamente intesa. Sul fronte del Turismo invece, i dati che abbiamo mostrano una buona vitalità. Analizzando due indicatori in nostro possesso, possiamo notare che nei primi dieci mesi di quest’anno le richieste di materiale informativo effettuate dai turisti prima di decidere di venire a Ferrara, è aumentata del 20% passando da 11.368 del 2009 a 13.629 del 2010. Anche i turisti che hanno avuto accesso all’ufficio informazioni presso il Castello Estense sono aumentati, facendo registrare un incremento dell’8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Tra questi numeri emerge in modo molto evidente l’aumento dei turisti stranieri, aumentati del 27,4%.

Detto questo, dobbiamo ora interrogarci su come agire per contrastare, attraverso una corretta politica turistica, il calo dei pernottamenti generati dal fronte business, riconoscendo nel turismo la vera arma per contrastare gli effetti della crisi che si sta manifestando in ogni ambito. Come si spiega il fatto che mentre a Ferrara calano i pernottamenti del 7,7%, a Bologna nello stesso periodo aumentano del 10,5%? Anche qui occorre analizzare bene ogni aspetto per capirne l’essenza. A Bologna non stanno facendo nulla di particolare per attrarre i turisti, ma qualcosa di molto interessante sta avvenendo all’aeroporto Marconi, dove nei primi nove mesi dell’anno i passeggeri in arrivo sono passati da 3.645.078 a 4.173.598 con un aumento di oltre 500.000 unità. Sono numeri enormi che ritengo assolutamente responsabili dell’exploit dei pernottamenti Bologna. Ma oltre ad essere felici per gli albergatori di Bologna, cosa potremmo fare noi? Studiare il modo di catalizzare l’attenzione di una fetta di questo flusso, cercando di dirottarla su Ferrara, attraverso specifiche proposte e soprattutto lavorando sui collegamenti. Oggi, utilizzando i mezzi di trasporto disponibili, e quindi aerobus di collegamento tra aeroporto e stazione centrale di Bologna, per poi passare sul treno che da Bologna porta a Ferrara, occorrono mediamente 2 ore. Possiamo fare qualcosa per dimezzare tale tempistica rendendo appetibile la destinazione Ferrara? A Mio avviso sì, purché si agisca insieme, pubblico e privato. Non può essere una mera operazione che si concretizza in una  navetta di collegamento, occorre che all’istituzione della navetta, sia abbinato un vero e proprio progetto di commercializzazione fatto dagli operatori e sostenuto dal pubblico in termini di promozione nei mercati obiettivo e in collaborazione con le compagnie aeree e l’aeroporto di Bologna. C’è la voglia e la disponibilità di lavorare su un progetto di questo tipo? Sono convinto che l’azione congiunta delle istituzioni, insieme agli operatori del ricettivo e le agenzie di viaggio possa dare grandi soddisfazioni, ma occorre investire tutti.

Molte altre analisi possono scaturire dalla lettura dei dati statistici  e molte altre potrebbero essere rese possibili da un affinamento del sistema di rilevazione, sul quale non mancherò di fare proposte concrete a brevissimo. 

Davide Bellotti

Assessore al Turismo

Provincia di Ferrara


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