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Ferrara: case senza abitanti ed abitanti senza casa, il bilancio abitativo della Ferrara 2010

 E' stato presentato in Castello Estense il Rapporto provinciale 2010 del Sistema Abitativo commissionato dalla Provincia di Ferrara alla Nuova Quasco nell'ambito del progetto regionale O.R.S.A. (Osservatorio regionale del Sistema Abitativo). (Il pdf del rapporto è in fondo alla pagina.)

Già a partire dall'analisi dei dati sul fenomeno demografico in atto nel nostro territorio e della condizione patrimoniale e reddituale delle famiglie ferraresi  emergono alcune peculiarità che contraddistinguono la nostra realtà provinciale e che hanno un'inevitabile impatto sul sistema abitativo.

A questi dati si aggiungono quelli sull'entità della spesa per l'abitazione, dei prestiti per l'acquisto della casa, sull'andamento del mercato immobiliare e dell'attività edilizia, sul patrimonio immobiliare residenziale che nell'insieme offrono importanti elementi di riflessione utili per tentare di capire l'evoluzione delle dinamiche del fabbisogno abitativo. 

Per il Vice Presidente della Provincia, Massimiliano Fiorillo, “La casa è un bene primario, un diritto fondamentale che purtroppo spesso è negato. La casa è il simbolo di sicurezza, certezza e protezione ma per molte famiglie è un miraggio ed un'emergenza. Se da un lato abbiamo un numero di alloggi adeguato al fabbisogno, dall'altro ci sono ancora moltissime famiglie che vivono un'emergenza abitativa. Il problema delle case sfitte è particolarmente sentito a Ferrara dove si calcola che 21% delle case siano vuote ed inutilizzate.

Ci troviamo quindi di fronte al paradosso di avere case senza abitanti ed abitanti senza casa. Pertanto la questione casa è più di tipo redistributivo che espansivo; cioè il problema non è tanto costruire nuove case ma riuscire a portare il patrimonio immobiliare non utilizzato verso un uso socialmente più utile.

La crisi economica ha indubbiamente influito sul sistema abitativo della nostra provincia e si è fatta sentire proprio nel momento in cui molte famiglie si erano

"avventurate" nell'acquisto di una casa, invogliate dall'abbassamento del costo del denaro e dall'aumento della quota finanziabile. Gli effetti della crisi sono stati ben fotografati dal Rapporto O.R.S.A. soprattutto quando si parla di sofferenze bancarie che determinano un aumento delle insolvenze da parte di chi ha contratto un mutuo e di aumento degli sfratti per morosità.

A quest'ultimo proposito cito un solo dato fra tutti. Dal 2008 al 2009 sono aumentate del 32% le richieste di sfratto. La stragrande maggioranza dei provvedimenti esecutivi di sfratto sono dovuti a morosità di tipo “non colpevole”, cioè non dipendente dalla volontà del locatario ma dovuta alla perdita di reddito.

Ma quali politiche mettere in campo per affrontare e risolvere situazioni di tensione abitativa che, soprattutto in alcuni ambiti territoriali, si faranno sentire con sempre più intensità?

Innanzitutto occorre ribaltare la logica degli interventi di politiche abitative, passando da una visione assistenziale ad una che punti alla promozione della capacità di accesso alla casa, sia attraverso l'acquisto che la locazione. In altre parole, è essenziale difendere il reddito delle famiglie e la loro capacità di spesa per la casa.

Oltre ai programmi regionali di edilizia agevolata che mirano a promuovere la

proprietà della casa o la locazione, all'utilizzo del Fondo sociale per l'affitto, alle politiche abitative messe in campo dagli Enti Locali, sono necessari interventi ad ampio raggio a partire dalla piena applicazione del Piano nazionale di edilizia abitativa che prevede l'utilizzo di fondi immobiliari, frutto della collaborazione tra soggetti pubblici e privati, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal social housing.

E' inoltre necessario diminuire il carico fiscale sui proprietari di abitazioni in affitto con misure che, aumentando la convenienza ad aderire al canone concordato, possono incentivare la crescita dell'offerta e favorire l'incontro con la domanda di alloggi.

I fenomeni di tensione abitativa sono oggi determinati non solo dalla domanda di alloggi da parte di chi non ha una casa in cui vivere, ma anche da chi una casa l'ha ma rischia di non essere più in grado di sostenere la spesa dell'affitto e della rata del mutuo. E' a questa zona grigia di persone che va posta grande attenzione perché non cadano in una situazione di emergenza abitativa conclamata e di difficile soluzione”.


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