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PortAmico: qualche informazione

 PortAmico

 PortAmico è un’associazione interetnica nata a Portomaggiore

il 6 febbraio del 2007.

E’ nata “dal basso”, cioè da un gruppo di persone che casualmente si sono conosciute, hanno cominciato a condividere spazi sempre più ampi della loro esistenza, in parole povere: sono diventati amici. L’unico particolare un po’ strano era dato dal fatto che provenivamo da paesi diversi: Marocco, Pakistan, Romania, Moldavia, Ucraina, Senegal, Albania, Italia.

Portomaggiore dai primi anni del 2000, è stata un punto d’arrivo di un forte flusso migratorio, che in parte ne ha cambiato la fisionomia.

La scelta privilegiata di questa cittadina, che continua ad accogliere un discreto flusso migratorio soprattutto dal Pakistan, è dovuta alla sua posizione strategica che permette facili collegamenti ferroviari con Bologna, Ferrara e Ravenna, città dove i nuovi residenti lavorano.

L’ondata migratoria ha stravolto da tanti punti di vista Portomaggiore.

Fino alla fine degli anni ’90 questa, che attualmente ha riconquistato il titolo di “città”, aveva il primato del paese con il più forte tasso di denatalità di tutta Italia, con conseguenze negative per investimenti di tipo strutturale, economico e sociale.

Portomaggiore invecchiava e si spopolava.

Con questi nuovi arrivi la situazione è mutata: la popolazione ha ripreso a crescere fino a superare la soglia dei diecimila abitanti che hanno dato un’aria diversa e nuovo ossigeno.

Il sonnacchioso paese è diventato un cento nevralgico internazionale sconvolto da un vento per alcuni troppo forte.

I nuovi residenti, troppo “visibili” per costumi, usanze, tratti somatici hanno sconvolto un paesaggio umano. Il confronto con una diversità troppo repentina con chi aveva fatto l’abitudine ad una solida tranquillità ha fatto affiorare paure ancestrali che inaspettatamente si annidano dentro ogni uomo.

Le strade, le scuole, i negozi, le case, i cortili, i balconi i campi di gioco pin piano si riempiono di colori, voci, odori, ritmi nuovi.

La reazione di quelli che rivendicano il diritto di appartenenza al territorio assume, nel tempo, toni forti e sfocia in una petizione per, almeno arginare, quella che sembra un’invasione migratoria.

Le risposte alla petizione sono state tante, una delle più importanti è stata la costituzione di una consulta comunale che si occupasse del problema.

Alcuni di noi, come coleotteri che non sanno di non poter volare e quindi volano, non ci rendevamo conto che appartenevamo a etnie diverse, non ce ne accorgevamo davvero, così siamo diventati amici. Quando ci siamo accorti che non vedevamo problemi tanto importanti per gli altri, con allegria e molta voglia di divertirci, fra una chiacchiera, una risata, un aiuto reciproco siamo diventati un’associazione.

Il nome che abbiamo scelto è una fusione tra Porto(maggiore) e amico, ciò che eravamo semplicemente l’uno per l’altro.

Grazia Satta


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