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Ferrara: Reti e strategie di sviluppo per la competitività territoriale

 

Reti e strategie di sviluppo per la competitività territoriale

Come mai l’Italia, che ha fatto del territorio il centro del suo sviluppo, si è trovata al 139° posto tra i paesi industrializzati? E’ ancora in grado il territorio di essere competitivo?
Se lo è chiesto il presidente del Censis Giuseppe De Rita, nel proprio intervento di stamane, martedì, alla Camera di Commercio, invitato dalla Cna di Ferrara alla propria Assemblea Annuale proprio su questo tema: “Territorio e sviluppo: quale ruolo per le politiche locali?”.
Quasi alla stregua di un soggetto mitico, il  territorio è ormai un contenitore buono per tutto, ha riconosciuto De Rita, presidente tra l’altro della Fondazione Rete Imprese Italia, il cartello di rappresentanza delle piccole e medie imprese dell’artigianato, commercio e piccola industria, costituito alcuni mesi fa. “Tutti ne parlano – ha poi aggiunto - ma nessuno lo gestisce: il territorio appare, oggi incapace di generare start up, quel meccanismo grazie al quale una impresa cambia, producendo innovazione e sviluppo per la stessa la realtà locale nella quale essa si trova ad agire. Questo è stato possibile grazie ad una triangolazione forte, avvenuta nel passato in diverse aree del nostro Paes

e, tra piccole imprese, amministrazioni locali, banche all’insegna di interessi ben chiari e definiti. Una combinazione che oggi non esiste più, perché l’idea di territorio si è complicata di un sovraccarico di fattori e soggetti, difficilmente in grado di riuscire a far scattare quelle strategie di sviluppo di cui c’è bisogno”.
Cosa fare oggi, dunque? De Rita, ha fatto riferimento alle creazione di reti promossi dai sistemi territoriali, che devono essere capaci di relazionarsi con aree più vaste, se vogliono essere competitivi, e quindi non ritenersi esaustivi in se stessi. Reti e filiere indispensabili per innescare strategie di sviluppo, vitali per le stesse piccole e medie imprese, che hanno bisogno anche di una più forte azione di rappresentanza, sulla scorta del modello di Rete Imprese Italia, anche a livello locale.
“La sfida competitiva richiede il coraggio delle scelte difficili, non necessariamente unanimi”, ha sottolineato il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, nel proprio successivo intervento alla Assemblea annuale Cna, riferendosi al dibattito consiliare appena concluso sulle aperture domenicali straordinarie, esempio di una scelta non facile, ispirata alla esigenza di dare risposte a temi reali di una Ferrara che perde occupazione e competitività.
“L’obiettivo della crescita competitiva del territorio deve fondarsi sulla coesione delle istituzioni e delle forze economiche locali”, ha quindi puntualizzato il presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati.
“Siamo da sempre convinti che la nuova competizione si giochi, per le piccole e medie imprese, sulla qualità e sulla forza dei sistemi territoriali nel quali operano – aveva a sua volta affermato nella propria relazione introduttiva il presidente provinciale di Cna, Vittorio Mangolini -  Quello che è avvenuto e avviene in questi anni è un cambiamento talmente forte e radicale, che impone a noi tutti profondi ripensamenti e una reale volontà di innovare”.
L’Assemblea Annuale riprende nel pomeriggio, presso la sede della Cna, con la tavola rotonda su  “Politiche territoriali per la competitività e innovazione del sistema locale. La centralità della piccola e media impresa”. Interventi di Corradino Merli, direttore provinciale Cna; Ilario Favaretto, docente di Economia regionale presso l'Università di Urbino; Marcella Zappaterra, presidente dell’Amministrazione provinciale di Ferrara; Sergio Silvestrini, segretario nazionale della Cna.


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