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Ferrara: Poggio Renatico in una toccante celebrazione per i caduti di Nassiria

 CERIMONIA PER I CADUTI DI NASSIRIYA 

Una toccante celebrazione ha reso omaggio, ieri mattina, alla memoria delle diciannove vittime italiane della strage di Nassirya. Alla solenne cerimonia, organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri poggese, presieduta da Maurizio Arnoffi, erano presenti anche gli studenti delle classi IA e IIB della scuola secondaria di primo grado. Vi hanno partecipato il sindaco Paolo Pavani con il presidente del Consiglio comunale Luigi Ferron, il colonnello Paolo Padovan del Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare, il comandante della Compagnia Carabinieri Cento, capitano Mattia Eliseo Virgillo, affiancato dal comandante della stazione poggese, maresciallo Generoso Martino, il vicebrigadiere Roberto Periccioli, medaglia d'oro al valor civile cui è intitolata l’ANC di Poggio Renatico, e il comandante della Polizia Municipale Simona Guidi. Hanno inoltre preso parte alla celebrazione le associazioni di volontariato locali e le sezioni ANC di Ferrara, Cento e Argenta, guidate dall’ispettore regionale, generale Claudio Rosignoli, e dal coordinatore provinciale, tenente Antonio  Colombarini.

Il primo atto della mattinata è stata la deposizione della corona ai piedi del monumento ai caduti. «In questa ricorrenza troviamo continuità con il IV Novembre – si è rivolto in particolare ai ragazzi il primo cittadino –. La nostra Costituzione sancisce il ripudio della guerra, una grande nazione però non può mancare di senso di responsabilità e, se chiamata dalla Nato a fronteggiare nuovi pericoli, deve rispondere: l’Italia lo fa con i propri militari, di cui è riconosciuta l’umanità e la professionalità. Dobbiamo dunque riconoscenza a questi uomini, a tutti i carabinieri, i militari e le forze dell’ordine, che operano  quotidianamente a garanzia della nostra sicurezza, e all’ANC, con i carabinieri in quiescenza che continuano la loro funzione a favore della comunità».

E’ quindi intervenuto l’ispettore regionale Rosignoli, che ha ricordato con le vittime di Nassiriya «tutti i caduti per difendere il tricolore e per tenere alto l’onore della patria», citando i tredici aviatori trucidati a Kindu il 12 novembre 1961 e il vicebrigadiere Cristiano Scantamburlo. «A voi giovani lascio il messaggio di speranza di un futuro migliore, per cui tanti hanno dato la vita – ha affermato -. A voi carabinieri oggi in servizio lasciamo un’eredità pesante: portare avanti una storia fatta di luci, quelle che brillano per ognuno di coloro che hanno sacrificato la propria vita». La cerimonia è proseguita con la messa, durante la quale don Simone ha ricordato la figura San Martino, un soldato.


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Arte Cultura e Spettacolo