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Roma: infermiera morta, i legali di Burtone presentano un video inedito

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Video commentato da Youreporter, senza audio 

 

L'infermiera non è entrata in coma subito dopo il colpo. Clicca qui per vedere il nuovo video.

L'avvocato Fabrizio Gallo, legale della famiglia Burtone, mostra per la prima volta i momenti successivi al colpo sferrato dal giovane romano. "Maricica era ancora in grado di muovere braccia, gambe e testa", dice l'avvocato. A un certo punto la donna si aggrappa perfino alle gambe di Manuel Milanese, il sottufficiale della Capitaneria di Porto che per primo dà l'allarme.

Il nuovo documento, che dimostra come la donna non sia entrata subito in coma, potrebbe alleggerire la posizione giuridica del suo assistito.

A questo punto il legale non esclude che possano essere avanzate delle accuse per omissione di soccorso. 

17 i minuti che intercorrono dall'aggressione subita da Maricica Hahaianu al momento in cui arrivano i soccorsi.

Il dato è dedotto dal timer delle riprese delle telecamere a circuito chiuso della stazione. In particolare, il colpo è inferto da Alessio Burtone alla donna alle 16,35 e alle 16,52 arriva il barelliere, preceduto di pochi attimi da un infermiere. Indagini sono in corso per verificare quando è partita la chiamata al 118. un minuto dopo, alle 16,53 la donna è trasportata fuori dalla stazione.

(Ansa 9 nov. 2010)

 

Dopo alcuni giorni di carcere, qualche spiraglio per Alessio Burtone, l'aggressore. L'avvocato ha depositato una perizia medico-legale nella quale si chiarisce che il giovane ha colpito la donna non con un pugno ma con una manata. E per questo va rivisto il capo di imputazione. Sul corpo della donna, infatti, si legge nella perizia, 'non sono state riscontrate ferite al volto ma solo una piccole lesioni al labbro'.

(Ansa 20 ott. 2010)

 La Procura di Roma chiederà al gip l'aggravamento della misura cautelare, ossia il trasferimento in carcere, per Alessio Burtone, il ragazzo di 20 anni ora ai domiciliari per avere con un pugno provocato la morte di Maricica Hahaianu, infermiera di 32 anni romena deceduta ieri dopo una settimana di agonia.

(Ansa 16 ott. 2010)

Ancora nessuna attivita' cerebrale per la donna romena, lo segnalano i medici del Policlinico Casilino. E' stata attivata la commissione per l'accertamento della morte cerebrale. 'La paziente - spiegano i medici - verra' tenuta in osservazione secondo le modalita' previste per altre sei ore'. Oltre questo termine i medici potrebbero procedere a staccare i macchinari che la tengono in vita.

(Ansa 15 ott. 2010)

Si sono aggravate nelle ultime ore le condizioni di Maricica Hahaianu, la donna in coma dopo avere ricevuto un pugno da un ragazzo dopo una lite per la fila alla cassa del bar.

La donna, che e' rientrata in coma, ora ''e' in serio pericolo di vita'': i medici hanno riscontrato una lesione al tronco encefalico. E' quanto si apprende da fonti mediche del Policlinico Casilino.

Ansa 14 ott. 2010)

E' uscita dal coma, la donna colpita al volto per una lite, non è più sedata, ma è ancora in gravissime condizioni.

Per una banale lite ha colpito al volto con un pugno una donna romena, infermiera professionale di 32 anni, mandandola in coma. E' accaduto all'interno della stazione metropolitana Anagnina di Roma.

Il ragazzo e la donna si trovavano in fila per fare il biglietto, quando tra i due e' nato un diverbio. In un secondo momento, quando la cosa sembrava finita, la lite si e' riaccesa mentre i due si erano allontanati dallo sportello. Il ragazzo, un 20enne, ha colpito violentemente con un pugno il volto della donna che e' caduta all'indietro priva di sensi.

La donna  e' stata operata per le gravissime lesioni riportate al cranio al policlinico Casilino ed e' tuttora in coma. All'aggressore, Alessio Burtone di 20 anni, sono stati concessi gli arresti domiliari.

L'aggressione e' stata ripresa da una delle telecamere della stazione. Una lite concitata, spintoni, poi quel pugno sferrato violentemente. E l'indifferenza che circonda il corpo della donna crollata in terra priva di sensi.

All'improvviso un uomo vestito di bianco si avvicina, si china e poi si allontana. E fa da richiamo ad altri passeggeri che finalmente si accorgono di quella donna senza coscienza abbandonata sulla banchina. Solo dopo qualcuno chiama i soccorsi.

"Mi ha insultato e sputato, l'ho colpita". Così ha detto l'aggressore 

La persona vestita di scuro che, come appare nel filmato, blocca l'aggressore è un sottufficiale delle Capitanerie di porto.

"Finito il lavoro, camminavo verso il vagone della metropolitana per tornare a casa", racconta all'ANSA il sottufficiale delle Capitanerie di porto. "Dirigendomi a prendere il treno alla stazione Anagnina ho raggiunto una coppia che discuteva. L'impressione è stata quella che si trattasse di due fidanzati che litigavano". "Li ho superati - prosegue - e subito dopo ho sentito un tonfo sordo, era il corpo della donna che cadeva a terra. Mi sono girato e ho visto l'uomo che prima discuteva con lei che si allontanava incurante". "Come chiunque, in un Paese civile, avrebbe fatto - aggiunge - l'ho fermato e, qualificandomi agente di polizia giudiziaria, ho richiesto i documenti per identificarlo. Quando gli ho chiesto cosa fosse successo mi ha risposto: 'mi ha insultato e sputato, l'ho colpità". L'aggressore, secondo il sottufficiale, era visibilmente alterato. "Insieme - conclude - siamo tornati verso la donna stesa a terra intorno alla quale si era, intanto, radunata gente e gli uomini delle forze dell'ordine che le prestavano soccorso". Poi l'aggressore è stato preso in consegna dai carabinieri.

''Voglio subito dire che il ragazzo non e' pregiudicato. E' un lavoratore ed e' una persona perbene. Il Gip, su mia richiesta, ha deciso di concedergli gli arresti domiciliari''. Cosi' precisa l'avvocato Fabrizio Gallo, legale del giovane. 

L'avvocato aggiunge che ''nel video si vede chiaramente che era la donna a inseguire il ragazzo. Alessio mi ha detto che lei gli avrebbe rivolto parole offensive e lo avrebbe provocato dicendogli 'Te la faccio pagare' e 'Ti faccio cadere quando arriva la metro'. A quel punto l'ha colpita''. 

''Quando ieri in carcere, prima che gli concedessero i domiciliari - aggiunge l'avvocato - ho detto ad Alessio che la donna era in coma, ha avuto un momento di sconforto. Non pensava di aver fatto una cosa tanto grave. Aveva paura che fosse armata. Anche i genitori del ragazzo sono delle brave persone e sono costernati per l'accaduto. Faro' un'istanza al pm per la riammissione in liberta'''. 

''Mi hanno detto dell'esistenza di un video orribile che mostra indifferenza rispetto all'aggressione avvenuta all'interno della metro Anagnina ai danni di una donna; vedro' questo video e se cio' che mi hanno detto e' vero mi rivolgero' all'autorita' giudiziaria per una denuncia per omissione di soccorso contro ignoti''. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in missione istituzionale a Pechino. 

Per Alemanno ''non e' accettabile che in una citta' come Roma avvengano cose del genere e, tanto piu', non e' possibile che ci sia una tale indifferenza nei confronti di episodi del genere''.

(Ansa 12 ott. 2010 - Video da Youreporter)


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