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Società: fuga di fango tossico in Ungheria, evacuato un villaggio, pericolo nuove perdite, articolo con video

Video da Live Leak

 L'agenzia Mti ha precisato che la decisione che la diga del bacino danneggiato si è ulteriormente indebolita, facendo temere ulteriori fuoriuscite di fanghi tossici, di qui la decisione di evacuare il villaggio. Intanto sul posto è arrivato il premier ungherese Viktor Orban. Nel frattempo si aggrava il bilancio delle vittime del disastro chimico in Ungheria: fonti concordanti hanno annunciato che il bilancio dei morti è salito da quattro a cinque. La quinta vittima è un uomo anziano che è morto in conseguenza delle gravi lesioni riportate per il fango corrosivo, secondo fonti dell'ospedale di Veszprem, dov'era ricoverato.

(Ansa 09 ott. 2010; Leggo)

 Il fango tossico ha raggiunto il 7 ottobre alle 06.30 il Danubio all'altezza di Gyoer, ma il valore del ph registrato non risulta allarmante per l'ambiente.

Il portavoce della protezione civile Tibor Dobson, ha dichiarato alla stampa che il valore e' del 9,3, cioe' notevolmente piu' diluito rispetto allo stato iniziale (13), e che non rappresenta una minaccia per l'ecosistema.

''Grazie all'opera di neutralizzazione con gesso e acidi, il liquido alcalino ha perso la sua corrisivita''' nei fiumi Marcali e Raba, affluenti del Danubio, cosi' che ''la flora e la fauna del Danubio non subiranno gravi danni'', ha sottolineato.

(Ansa 07 ott. 2010)

 

Una fuga di materiale tossico da un impianto per la lavorazione dell'alluminio ad Ajka, nell'ovest dell'Ungheria. (Clicca qui per vedere alcune foto)

Questa la causa del disastro ambientale con almeno quattro morti e oltre un centinaio di feriti, di cui una ventina gravi. 

È  stato dichiarato lo stato d'emergenza su un'area di 40 chilometri quadrati. La sciagura è avvenuta a seguito della rottura dell’argine di un contenitore all'aperto in uno stabilimento di lavorazione dell'alluminio.

Una massa di fango rosso (ossido di alluminio) ne è fuoriuscita la notte scorsa inondando due comuni vicino ad Ajka. 

La popolazione interessata dalla misura è stata evacuata.

L'ultimo bilancio provvisorio parla di quattro morti, fra cui una bambina di un anno, rinvenuta morta nella sua casa inondata dal fango rosso. Si teme che il bilancio si aggravi. Nel frattempo è salito a circa 120 anche il numero dei feriti, di cui una ventina gravi, ricoverati in ospedale.

Sette persone risultano ancora disperse. 

Secondo un comunicato della direzione dello stabilimento, la Mal S.A, l'argine del deposito all'aperto si sarebbe rotto a causa delle piogge che avrebbero fatto franare la base.

Lavori di riparazione sono in corso ma, secondo esperti, saranno necessari diversi giorni. La protezione civile ha lavorato tutta la notte ed è tuttora all'opera per cercare di neutralizzare con del gesso il fango alcalino, altamente corrosivo contenente anche metalli pesanti. Il fango rosso è un derivato della lavorazione di allumina, pre-prodotto dell'alluminio, di cui Ungheria è un grosso produttore.

 

(Leggo 05 otto. 2010) 

 


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