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Agrigento: Lampedusa, le due prime ricostruzioni dei fatti; motovedetta libica spara su peschereccio italiano, la Libia si scusa

 In tutto sono 23 gli uomini della Finanza impegnati in Libia: 22 militari e un ufficiale. Sei erano su quella motovedetta. In base agli accordi bilaterali durante le attivita' di pattugliamento operano in borghese, senza gradi, non possono dare ordini o fare controlli: il comando e' affidato in toto ai libici. Domenica, quando ''al sopraggiungere degli eventi'' il personale della Gdf - come riferisce il verbale - ''si ritraeva sotto coperta'', cioe' nella parte inferiore dell'imbarcazione, non faceva altro che attenersi ai protocolli d'intesa Roma- Tripoli. Il secondo aspetto riguarda la scansione dei fatti. Il verbale riporta che la motovedetta libica ha intercettato l'Ariete alle 19.10. Il comandate della motovedetta ha ritenuto che si trattasse di pescatori di frodo in acque libiche e ha intimato al peschereccio di fermarsi per un controllo, prima con la sirena, poi in inglese, anche via radio. A questo punto, su richiesta del comandante libico, e' intervenuto uno degli osservatori della Guardia di Finanza, che in italiano ha chiesto di ''fermare le macchine altrimenti il guardacoste avrebbe fatto uso delle armi''. L'Ariete non si e' fermato e alle 19.25 i libici hanno aperto il fuoco, prima in aria, poi in acqua, quindi sullo scafo, riferisce il rapporto. Venticinque minuti dopo, alle 20 il comandante libico ha fatto interrompere l'azione, ha atteso istruzioni della autorita' locali e alle 20.45 ha disposto il rientro in porto, a Zuwarah. Il rapporto parla del peschereccio come di ''natante fuggitivo'' e di ''impossibilita' di bloccare la corsa'', ma non riferisce di un inseguimento da parte dei libici. Riferisce, pero', le coordinate nautiche che indicano la posizione della vedetta alle 19.25 e alle 20.45 e stando ai numeri l'imbarcazione avrebbe percorso circa 14 miglia nautiche in direzione nord. La versione fornita dal comandante dell'Ariete traccia un quadro ben diverso: ''Si e' trattato di un assalto bello e buono, di un tentativo di abbordaggio'', ha detto parlando con i giornalisti. Ma a far testo e' soprattutto la deposizione fornita all'Ufficio Marittimo. Qui Marrone afferma che i libici hanno aperto il fuoco alle 18.10 ''colpendo ripetutamente il motopesca. Dopo la prima raffica - aggiunge il comandante - cambiavo rotta anche per evitare una collisione''. Successivamente, ''la motovedetta sparava altre raffiche, ad intervalli di circa un'ora, ed io - racconta Marrone - continuavo a cambiare piu' volte rotta''. ''Solo alle ore 23.00 - secondo la sua ricostruzione - la motovedetta libica desisteva dall'inseguimento e potevamo cosi' proseguire la nostra navigazione verso Lampedusa''. Ansa 15 set. 2010

''A seguito dell'azione della nostra ambasciata, il comandante della Guardia costiera libica ha espresso le sue scuse alle autorita' italiane per l'accaduto''. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ai microfoni del Tg1, in merito alla vicenda del peschereccio italiano preso colpito da colpi di arma da fuoco da una motovedetta libica. ''Il comandante libico ha ordinato di sparare in aria - ha spiegato Frattini - anche se poi purtroppo i colpi sono arrivati sulla barca italiana''.

"Il rapporto particolare tra Tripoli e Roma continuerà e non sarà condizionato da questo incidente". Lo ha detto l'ambasciatore libico a Roma Abdulhafed Gaddur all'ANSA

 "Questi errori accadono in varie zone del mondo", ha spiegato il diplomatico, sottolineando che "le dichiarazioni negative su quanto avvenuto sono da parte di irresponsabili che pescano in acque torbide". Tripoli, invece, "conferma che il rapporto tra Italia e Libia è più forte di queste polemiche", ha puntualizzato Gaddur. Infine, l'ambasciatore libico ha ricordato che proprio in questi giorni il negoziato italo-libico apertosi dopo il Trattato di amicizia del 30 agosto 2008 si sta occupando del settore della pesca.   Ansa 14 set. 2010

 L' "Ariete", iscritto al compartimento marittimo di Mazara del Vallo, è un peschereccio d'altura di 32 metri con dieci uomini d'equipaggio, al comando del capitano Gaspare Marrone.

E’ stato raggiunto da alcuni colpi di mitraglia sparati da una motovedetta libica che gli aveva intimato di fermarsi. La sparatoria, avvenuta ieri sera a largo delle coste libiche, non ha avuto conseguenze sull'equipaggio, che è riuscito ad evitare l'abbordaggio e ad allontanarsi. Il peschereccio ha proseguito la navigazione verso il porto di Lampedusa, dove è giunto stamani.

Secondo quanto ha riferito quest'ultimo via radio alla Guardia Costiera italiana, l'assalto sarebbe avvenuto a circa 30 miglia dalle coste libiche, al confine con la Tunisia, all'interno del Golfo della Sirte.

Una zona che le autorità di Tripoli, nonostante le norme del diritto marittimo internazionale, continuano a considerare di propria esclusiva competenza. I colpi di mitraglia hanno sforacchiato la fiancata del motopesca e un gommone utilizzato come tender; nessuno dei componenti dell'equipaggio è rimasto ferito.

Sulla motovedetta libica che ha sparato c'erano anche alcuni militari italiani.

Secondo quanto si apprende l'imbarcazione e' una delle sei, appartenenti alla Guardia di Finanza, che il governo italiano ha consegnato alla Libia (lo scorso anno le prime tre e le altre quest'anno) nell'ambito dell'accordo per contrastare l'immigrazione clandestina.

Tutte e sei le motovedette battono bandiera libica e sono a tutti gli effetti mezzi navali del paese nordafricano. I militari italiani a bordo, sempre secondo quanto e' stato possibile ricostruire, sarebbero finanzieri: l'accordo prevede infatti che per un periodo i nostri militari svolgano sulle motovedette la funzione di osservatori e consulenti tecnici.

La Farnesina, su indicazione del Ministro Franco Frattini, "segue da vicino il caso della Motopesca di Mazara del Vallo 'Ariete'".

 Il capitano Gaspare Marrone, comandante del motopesca ''Ariete'', insieme con il suo equipaggio ha salvato decine e decine di vite umane nel Canale di Sicilia. Il peschereccio mazarese e' stato infatti protagonista in passato di numerosi interventi di soccorso a barconi di migranti in difficolta', tanto da ricevere anche un riconoscimento. La notte del 28 novembre 2007 i marinai dell' ''Ariete'' salvarono 54 extracomunitari, tra cui una bimba e nove donne, soccorsi su un gommone che imbarcava acqua a circa 30 miglia dall'isola Lampedusa.

Durante le operazioni di soccorso un membro tunisino dell'equipaggio si lancio' in mare per aiutare alcuni naufraghi. Esattamente un anno dopo, l' ''Ariete'' e altri tre pescherecci d'altura della flotta di Mazara del Vallo salvarono 650 migranti su due barconi in balia del mare in burrasca. Il 5 giugno del 2008, infine, l'ennesimo intervento che consenti' di trarre in salvo 27 naufraghi, mentre altri cinque morirono. ''La legge del mare ci impone di aiutare chi e' in difficolta', anche a rischio della nostra vita'', aveva dichiarato in quell'occasione Gaspare Marrone. ''Abbiamo fatto solo il nostro dovere, ora torniamo al lavoro''.

Per questo spirito di abnegazione dimostrato in numerose occasioni, nel giugno del 2008 il capitano Marrone e il suo equipaggio avevano ottenuto il premio ''Per mare'', istituito dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati ''al coraggio di chi salva vite umane''.

Fonte: Ansa 13 set. 2010


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