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Società: Sakineh è stata liberata, Iran smentisce

 La televisione iraniana in inglese PressTv ha smentito oggi il rilascio di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, sottolineando che la donna e' stata portata nella sua abitazione solo per realizzare un programma che sara' trasmesso questa sera. Il ministro degli Esteri Franco Frattini: ''Estremamente delusi, ora clemenza''.

(Ansa 10 dic.)

 Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio in Iran, e' stata liberata assieme al figlio e all'avvocato. Lo rende noto il presidente del Comitato internazionale contro le esecuzioni, organizzazione che ha sede in Germania.

(Ansa 9 dic. 2010) 

Sakineh Mohammadi Ashtiani non e' stata giustiziata oggi, come avevano annunciato in precedenza. Lo ha detto all'ANSA la portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni, Mina Ahadi. ''La signora Ashtiani non e' stata giustiziata oggi, ma per lei la situazione rimane pericolosa'', ha detto Ahadi, secondo cui''le pressioni dei governi europei sul regime di Teheran'' hanno contribuito alla decisione del governo iraniano.

(Ansa 03 nov. 2010)

Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato oggi la sospensione della pena alla lapidazione di Sakineh Mohammad Ashtian, accusata di adulterio. "Il verdetto...é stato fermato ed è sotto revisione" ha detto il portavoce Ramin Mehmanparast alla tv di stato. 

Sakineh "rischia di essere lapidata venerdì prossimo, di sera, alla fine del Ramadan": lo ha detto oggi pomeriggio a Parigi il filosofo Bernard-Henri Levy, ad una conferenza stampa dell'ex avvocato della detenuta, Mohammad Mostafei.

Sakineh Mohammadi Ashtiani ha subito una nuova condanna: 99 frustate che a tutt'oggi sarebbe già stata eseguita, con l'accusa di ''diffondere la corruzione e l'indecenza''. Lo ha denunciato il figlio Sajjad Ghaderzadeh in una lettera aperta pubblicata, tra gli altri, dal sito 'The International Committee Against Executions'.  

Il figlio di Sakineh ha diffuso una lettera aperta datata il 3 settembre e che si riferisce a un articolo pubblicato dal London Times il 20 agosto scorso, in cui appare un foto di una donna senza velo, e attribuita a Sakineh.

"Grazie a quanto siamo riusciti a sapere - scrive Sajjad - da alcune donne rilasciate la scorsa notte dal carcere femminile, la pubblicazione di questa foto ha dato alle autorità del carcere una scusa per accanirsi nuovamente contro mia madre". Il figlio della donna aggiunge che Sakineh "é stata convocata dal giudice che si occupa della cattiva condotta in carcere ed è stata condannata a 99 frustate sulla base della falsa accusa di diffondere la corruzione e l'indecenza, in base a quella foto di una donna senza velo che si presume erroneamente che sia lei". "Per ragioni sconosciute, il London Times ha pubblicato, invece della foto di mia madre, quella di un'altra donna che non indossa il velo - continua Sajjad - ma noi non sappiamo come il Times sia venuto in possesso di questa foto". Sajjad precisa poi di essere venuto a sapere che la foto sarebbe stata fornita al giornale dall'ex avvocato di sua madre, Mohammad Mostafei, fuggito in Norvegia nei giorni scorsi. Secondo quanto riferisce il sito 'The International Committee Against Executions', la foto ritrarrebbe una attivista politica che vive in Svezia. Successivamente il Times ha pubblicato una smentita chiedendo scusa ai suoi lettori, scrivendo che "l'ex avvocato Mostafei avrebbe dichiarato di avere ricevuto quella foto proprio dal figlio". Sakineh è stata condannata a morte per lapidazione, con l'accusa di adulterio e concorso in omicidio del marito e nel 2006 aveva già subito la pena di 99 frustate. 

Ansa 05 set. 2010; TG2

Sakineh Mohammadi Ashtiani "deve essere risparmiata".

L'Italia si mobilita in blocco a favore della giovane iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Dal ministro degli Esteri Franco Frattini ai partiti d'opposizione giunge un appello unanime per il rispetto del diritto fondamentale alla vita dell'iraniana.

Una richiesta trasversale, che unisce in un unica voce le parole di protesta che arrivano da Bruxelles, Firenze, Roma. 
Intanto, da ieri, su Largo Chigi, in pieno centro a Roma, si staglia una gigantografia di Sakineh che, grazie a un'iniziativa congiunta Frattini-Carfagna è stata esposta sulla facciata del ministero delle Pari Opportunità. "Un'azione senza precedenti per mobilitare le coscienze e contribuire a salvarla da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione", hanno sottolineato in una nota i due ministri.

Anche a Firenze, su Palazzo Medici, il presidente della Provincia Andrea Barducci ha fatto esporre il volto dell'iraniana per ricordare ai migliaia di turisti il triste destino a cui sta andando incontro.

E, da oggi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha disposto che anche in Piazza del Campidoglio sia affissa un'immagine di Sakineh, a testimonianza della "sensibilità" della capitale per la vicenda.

La mobilitazione ha incassato il plauso del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che in una nota ha osservato quanto sia "assurdo che nel 2010 una donna rischi la lapidazione per adulterio in un paese evoluto come l'Iran".

Mentre il ministro della Gioventù Giorgia Meloni esprime la sua vicinanza alla condannata.

E alle 17.30 davanti all'ambasciata iraniana a Roma una protesta dei verdi "farà sentire la sua voce contro la violazione sistematica dei diritti umani in Iran". Alla manifestazione, prenderanno parte anche una delegazione del Pd, un'altra del Psi e l'Idv che, attraverso il senatore Stefano Pedica ha evidenziato come sia "inaccettabile che in un mondo globalizzato le donne vengano mandate a morire nel modo più cruento da parte di governi che non ammettono alcun tipo di libertà civile e politica".

E sempre oggi, a Torino durante la festa nazionale dei Democratici sarà osservato un minuto di silenzio in onore dell'iraniana. 

Margherita Boniver (Pdl), presidente del Comitato Schengen chiede "maggiore pressione" sull'Iran, ricordando che "non basta indignarsi, bisogna mobilitarsi" e definendo "raccapriccianti le accuse del regime iraniano a Carla Bruni".

Fiamma Nirenstein, invece, reputa "paradossale" il fatto che l'Iran "lapidi le sue donne e al contempo sieda nella Commissione dell'Onu per la Condizione femminile" e rivolge il suo appello alle Nazioni Unite.

Da Bruxelles, anche le parlamentari Ue Erminia Mazzoni e Renata Agelilli (Pdl-Ppe) lanciano la loro protesta chiedendo di rafforzare l'embargo contro Teheran.

Mentre Silvia Costa, Francesca Balzani, Rita Borsellino, Patrizia Toia, Debora Serracchiani della delegazione italiana del PD al Parlamento europeo hanno lanciato l'iniziativa di una fiaccolata - "una luce per la vita di Sakineh" - martedì 7 settembre alle ore 20 nella corte Louise Weiss del PE di Strasburgo.

Da Roma, intanto, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini si dice "solidale" alla first Lady francese per le "minacce" ricevute.

Infine, il leader storico della comunità gay italiana, Aurelio Mancuso, in una lettera aperta a Frattini chiede di fare pressione per lo stop alla condanna a morte di un giovane gay iraniano, Tabriz Ebrahim Hamidi.


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