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Società: Roma, riserva Castelporziano, monitoraggi notturni per censire gli animali, articolo e link alle foto

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I daini guardano da lontano l’obiettivo, l’istrice continua tranquillo per la sua strada. Solo la volpe, sfrontata e curiosa, si avvicina per capire quale animale a due zampe sia così pazzo da avventurarsi nel bosco nel cuore della notte. I ricercatori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) per tutta la notte passeggiano nel bosco della riserva naturale di Castelporziano (riserva presidenziale chiusa al pubblico). 

Sono armati di una termocamera a infrarossi «un apparecchio un po’ più grande di una handycam in grado di catturare nel buio le sagome degli animali grazie alla loro temperatura corporea» spiega Barbara Franzetti, ricercatrice dell’Ispra.

Gli animali monitorati: istrici, caprioli, ricci, tassi, cinghiali, lepri, martore, daini, cervi e volpi. È un’area incontaminata a due passi da una grande metropoli.

 

Il lavoro dei ricercatori inizia di notte perché è con il buio che gli animali escono dalla fitta vegetazione per cercare cibo. «Stiamo parlando di specie schive e sensibili alla presenza dell’uomo - aggiunge la ricercatrice- Grazie alla termocamera riusciamo a studiarne anche il comportamento».

 

Lo scorso ottobre, a Castelporziano i ricercatori sono finiti in mezzo a un duello tra due maschi di daino che si sfidavano per conquistare l'amata. «Non è stato semplice uscirne illesi - ricorda la Franzetti - perché i daini pensavano solamente a prendersi a cornate, senza badare assolutamente a noi …».

Le volpi, invece, tengono fede a Esopo: «Furbe e curiose, ci vengono sempre incontro per vedere cosa stiamo facendo».

Gli istrici invece sono un bell’esempio di amore genitoriale: «Le famigliole - dice la ricercatrice - si spostano tutte insieme e mamma e papà controllano sempre che i piccoli non si allontanino troppo».

 

La termocamera, oltre a catturare immagini stupefacenti e vagamente psichedeliche, aiuta anche a contare gli esemplari. “Da qualche anno in Italia si è registrato un generale aumento degli animali nei boschi -afferma la Franzetti - In alcune zone, la densità di cervi e caprioli è davvero molto alta e potrebbe avere impatto sulla vegetazione”.

Ogni spedizione dura in media 7-10 giorni, d’estate e d’inverno, e si ripete ciclicamente per registrare i mutamenti. A Castelporziano i ricercatori dell’Ispra torneranno il prossimo ottobre quando comincia la stagione delle ghiande di cui i cinghiali (ma anche i daini, cervi e caprioli) sono molto ghiotti. «Trovarsi in mezzo a un gruppo di cinghiali affamati spaventerebbe chiunque, ma con l’esperienza si impara che sono animali più golosi che aggressivi».

Di pericoli, comunque, il bosco di notte ne riserva altri. «In dieci anni, abbiamo visto i bracconieri solo due volte. Più imbarazzante, invece, è l’incontro con le coppiette: spiegare che la telecamera serve soltanto per riprendere gli animali può essere davvero difficile».

Tratto da: Corriere di Roma Carlotta De Leo
27 agosto 2010

 

 


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Scienza Natura Storia e Salute