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Società: Felice Maniero "Faccia d'angelo" ritorna in libertà.

 Spaghetti all'astice e prosecco serviti nella 'gabbia' mentre assisteva nel 1994 al processo davanti alla corte d'assise di Venezia. Il 14 dicembre 1996 è condannato a 11 anni di carcere e 60 milioni di lire di multa grazie alle attenuanti generiche e alla diminuente per la collaborazione prestata. 

Felice Maniero, l'ex boss della Riviera del Brenta, da lunedì 23 agosto torna in libertà dopo la scadenza dell'ultima misura restrittiva nei suoi confronti.

L’immagine di spietato killer si potrà  sostituire con quella di un anonimo imprenditore in attività per la vendita di casalinghi. 

'Faccia d'angelo’ a 55 anni torna ad essere un uomo come tutti gli altri.

Anche se con un passato pesante, una scia di sangue che ha legato la sua banda a 17 omicidi registrati in Veneto negli anni Ottanta, oltre a due rapine miliardarie ai danni del Casinò di Venezia e dell'aeroporto 'Marco Polo' di Tessera, dove era in partenza un carico di 170 chili d'oro. 

“ Un uomo spietato, che non aveva incertezze nell'eliminare chi gli sbarrava la strada fatta di droga, di taffico di armi e riciclaggio di denaro sporco. E sulle rive del fiume Brenta, quasi sempre di notte, all'ombra delle splendide ville palladiane "disegnate" sul fiume, sparava a bruciapelo a rivali non prima di averli fatti inginocchiare. Peccato che di recente in una scuola media del Brenta, una professoressa avesse dato un tema dal titolo "Parlate di Felice Maniero", e leggete, leggete, metà degli alunni hanno scritto che "si sentiva la mancanza di Maniero perchè quando c'era lui era garantito l'ordine, il lavoro e la ricchezza". Non importa se Maniero sia stato uno dei più feroci criminali. L'importante era che girava a bordo di una Porsche proprio come quella che fa da sponsor alla gara per giallisti. E non importa se l'adorata figlia Elena si sia suicidata gettandosi dalla terrazza di un condominio a Pescara dove viveva sotto falso nome come il padre. Per tutti Maniero era un mito. “ (Di Roberto Fiasconaro esperto di cronaca nera e giudiziaria su Thriller Magazine)

Nella sua carriera ha collezionato una serie di incredibili evasioni: la prima nel 1987 quando fuggì dal carcere di Fossombrone. Viene catturato nuovamente nel 1988 ma riesce a scappare l'anno successivo dal carcere di Portogruaro, per poi essere arrestato nuovamente a Capri nel 1993 e, dopo un'altra evasione, la terza nel 1994 a Padova, è riacciuffato a Torino nel novembre dello stesso anno. È così che per lui arriva la condanna: 33 anni, poi ridotti a 11.

Questa volta Maniero si arrende. È stanco e decide di pentirsi. Comincia a collaborare. Ma poi nel marzo del 2000 gli viene revocato il programma di protezione. Motivo, l'ex boss viene sorpreso in pubblico al volante di una bella auto sportiva e poi ha anche smesso di rendere informazioni interessanti ai magistrati. La Procura di Venezia conclude l'indagine 'Rialto', sintetizzata in un dettagliato fascicolo di 150 faldoni, e scaturita proprio da molte delle dichiarazioni rese dall'ex boss in qualità di pentito. Le condanne nei confronti dei membri della mafia del Brenta sono esemplari e l'organizzazione viene spazzata via, grazie soprattutto alle rivelazioni di Maniero che fa arrestare più di trecento persone.


Forse oggi, dalla sua nuova casa segreta, lontano da Campolongo Maggiore, la città natale del veneziano dove aveva costruito una faraonica villa con piscina lussuosa almeno quanto lo yacht da dolce vita 'Lucy' sul quale venne arrestato a Capri nel '93, brindera' da solo, come ai vecchi tempi, lasciando alle spalle un pezzo della sua vita.

Ma non i ricordi dolorosi, come la morte suicida nel 2006 della figlia Elena e la scomparsa nell'88 di Rossella Bisello, madre di suo figlio Alessandro, sostituita nel cuore dell'ex boss dalla fedelissima cognata Marta.

Quanto nell'uomo di oggi sia il frutto di un percorso di ravvedimento e di ripensamento del proprio vissuto è difficile da capire, anche per il suo stesso legale, Gian Mario Balduin. "Da un certo punto di vista è un uomo nuovo, una persona molto provata - ammette - ma per saperlo bisognerebbe conoscerlo più a fondo". Aperto il giudizio dell'avvocato anche sul senso della parola pentimento per l'ex boss: "Dobbiamo capire cosa si intende con la parola pentito - dice cauto Balduin, confidando peraltro "nell'intelligenza" di Maniero - . Dal punto di vista giuridico certamente sì, da quello pratico lo sa solo lui". 

Ansa 22 ago. 2010; Wikipedia; Thriller Magazine; Foto: reperita in rete


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