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Società: addio a Francesco Cossiga, importante figura della politica Italiana.

 E' morto Francesco Cossiga. Aveva compiuto 82 anni il 26 luglio. Il presidente emerito della Repubblica era ricoverato da lunedi' della scorsa settimana al policlinico Gemelli. Una crisi cardiocircolatoria sarebbe una delle cause del decesso del senatore a vita avvenuto alle 13.18. Una prima crisi lo aveva portato al ricovero 9 giorni fa.

La Camera ardente per il senatore a vita Francesco Cossiga sarà allestita domani, dalle 10 alle 18 nella chiesa Madre del Policlinico Gemelli. Secondo quanto si apprende i funerali dovrebbero svolgersi in Sardegna in forma privata.

Nato il 26 luglio 1928 a Sassari, 'enfant prodige' della Democrazia Cristiana del dopoguerra, ha ricoperto tutti gli incarichi di governo possibili, da ministro dell'Interno a presidente del Consiglio. E' stato presidente del Senato ed il più giovane e votato presidente della Repubblica.

In una giovinezza 'sprint' consegue la maturità a sedici anni, e quattro anni dopo la laurea in Giurisprudenza. A diciassette anni è già iscritto alla Dc. A 28 è segretario provinciale. Due anni dopo, nel 1958, entra a Montecitorio. E' stato anche il più giovane sottosegretario alla Difesa nel terzo governo guidato da Aldo Moro, il più giovane ministro dell'Interno (fino ad allora) nel 1976 a 48 anni, il più giovane presidente del Consiglio (almeno per quei tempi) nel 1979 a 51; il più giovane presidente del Senato nel 1983 a 55 anni, quindi presidente della Repubblica dal 1985 al 1992.

Francesco Cossiga ha lasciato un testamento con le sue ultime volontà e tre lettere personali e riservate ai vertici delle istituzioni. Le lettere dell'ex capo dello Stato sono indirizzate al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Renato Schifani e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

I momenti della sua vita:

Negli anni '70 e' identificato dall'estrema sinistra come il nemico numero uno: il nome "Kossiga", viene scritto sui muri con la 'K' e le due esse runiche delle Ss naziste.

Il sequestro di Aldo Moro (16 marzo-9 maggio 1978) è il momento più difficile della sua carriera. Il fallimento delle indagini e l'uccisione dello statista democristiano lo costringono alle dimissioni. Sui 55 giorni del sequestro, le polemiche e le accuse a Cossiga sembrano non finire mai. C'é chi lo critica per l'inefficienza nella gestione della vicenda, qualcun altro addirittura di aver predisposto un "Piano di emergenza" che non mirava affatto alla liberazione dell' ostaggio. La accuse sono pesantissime, per anni se ne difenderà in modo fermo e tenace. In gran parte dell'opinione pubblica è radicata la convinzione che sia tra i depositari di molti misteri italiani degli anni del terrorismo.

Presidente del Consiglio nel 1979, è accusato di favoreggiamento nei confronti del terrorista di "Prima Linea" Marco Donat-Cattin. Le accuse saranno dichiarate infondate dalla commissione inquirente.

Il suo governo cade nel 1980, affondato dai 'franchi tiratori' democristiani che bocciano il suo 'decretone' che avrebbe dovuto benedire l'accordo Nissan e Alfa Romeo. Per un voto Cossiga si deve dimettere e con lui salta anche l'intesa.

Nel 1985 viene eletto Presidente della Repubblica con una maggioranza senza precedenti: 752 voti su 977 votanti. Dicono sì Dc, Psi, Pci, Pri, Pli, Psdi e Sinistra Indipendente. Per cinque anni ricopre il ruolo di "presidente notaio", discreto custode della Costituzione.

Nel 1990 cambia stile. Diventa il "picconatore", attacca il Csm, la Corte Costituzionale e il sistema dei partiti. Lo fa, dice, per "togliersi qualche sassolino dalle scarpe".

Nel 1990, quando Giulio Andreotti rivela l'esistenza di "Gladio", struttura parallela di difesa contro in pericoli provenienti dal comunismo che lo vede in qualche modo coinvolto, reagisce attaccando, se la prende con il suo partito dal quale si sente "scaricato". Il Pds chiede la procedura di impeachment.

Attende le elezioni del 1992 e poi si dimette con un discorso televisivo di 45 minuti. Esce di scena volontariamente: tutto il sistema che critica e accusa da due anni crollerà pochi mesi dopo sotto i colpi del pool di magistrati di 'mani pulite' che segue le inchieste su 'tangentopoli'.

Ricompare a sorpresa nell'autunno del 1998, al momento della crisi del governo Prodi. Fonda l'Udr (Unione Democratica per la Repubblica) e dà un sostegno decisivo alla nascita del governo di Massimo D'Alema. Dopo meno di un anno Cossiga lascia l'Udr e torna a fare il battitore libero.

Alle elezioni politiche del 2001 dà l'appoggio a Silvio Berlusconi, tuttavia in seguito, in Senato, non voterà la fiducia. Da allora non ha mai mancato di intervenire nei momenti cruciali dell'attività parlamentare e del governo dispensando critiche, ma anche 'consigli', ai presidenti del Consiglio e ai capi di Stato che si sono succeduti in questi anni. 

Fonte: Ansa 17 ago. 2010; Wikipedia - Foto: da Wikipedia, senza copyright


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