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Società: il primo giorno di Ramadan a Gerusalemme

Il primo venerdì  di Ramadan (13 agosto 2010) rende Gerusalemme una città blidata.

Oltre duemila uomini della polizia israeliana sono stati dislocati lungo le strade della città. Tuttavia non vengono fornite notizie su possibili disordini nel primo giorno di preghiera sulla spianata delle moschee.

Decine di migliaia di islamici sono previsti all'interno della moschea di Al Aqsa a Gerusalemme Est, in passato teatro di scontri. Intorno al luogo sacro nella parte della città a maggioranza araba, il governo israeliano ha schierato 2mila uomini "per far fronte a qualsiasi evenienza", ha spiegato il portavoce della polizia Shmulik Ben Ruby. Le regole israeliane delimitano il perimetro di chi può e non può partecipare alle celebrazioni nella grande moschea. Potranno recarsi ad Al Aqsa gli uomini palestinesi di oltre 50 anni d'età e le donne di oltre 45 anni . Inoltre, gli uomini sposati tra 45 e 50 anni e le donne sposate tra 30 e 45 anni potranno ottenere permessi speciali.

L'undici agosto è stato invece il primo giorno di Ramadan in Italia. Lo ha comunicato il presidente dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) ai suoi fedeli. Sono più di un milione e 200 mila i musulmani residenti in Italia che si preparano al Ramadan, il nono mese del calendario islamico nel quale i fedeli digiunano dall'alba al tramonto.

 

Il Ramadan detto anche il Digiuno (arabo: رمضان, ramaān) è, secondo il calendario musulmano, il nono mese dell'anno e ha una durata di 30 giorni. La parola, in arabo, significa "mese caldo", il che fa ritenere che un tempo (quando i mesi erano legati al ciclo solare) esso fosse un mese estivo.

Il Ramadan, per la rigorosa osservanza del digiuno diurno che ostacola il lavoro e per il carattere festivo delle sue notti, costituisce un periodo eccezionale dell'anno per i fedeli islamici in tutti i paesi a maggioranza musulmana: la sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano di maometto, secondo cui in questo mese Maometto avrebbe ricevuto una rivelazione dall'arcangelo Gabriele.

Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani praticanti debbono astenersi - dall'alba al tramonto - dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Chi è impossibilitato a digiunare (perché malato o in viaggio) può anche essere sollevato dal precetto, però, appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno successivamente.

Dal momento che lo scopo del devoto è quello di purificarsi da tutto quello che di materiale esiste nel mondo corrotto e corruttibile, e dal momento che ogni ingestione gradevole è considerata corruzione del corpo e dell'anima, è vietato anche fumare e, secondo alcuni, profumarsi perché in entrambe le azioni s'ingerirebbero sostanze estranee e da entrambe le azioni si trarrebbe un godimento illecito che distoglierebbe dagli aspetti penitenziali cui mira l'istituzione.

Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto. La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d'acqua.

Dato che il calendario islamico è composto da 354 giorni e non 365, il mese di Ramadan di anno in anno cade in un momento differente dell'anno solare, e quindi man mano cade in una stagione diversa.

Al termine del ramadan, viene celebrato lo Id al-fitr ("festa della interruzione [del digiuno]"), detta anche la "festa piccola" (id al-saghir).

 

Fonte: Agi 13 ago. 2010; romagnaoggi; rainews24; wikipedia – Foto: da Wikipedia, fotografia de La Mecca, di dominio pubblico


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