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Intervista a Katia Soglietti, Capitano dell'Ariosto Pallamano Ferrara

 Katia, come e quando è nata la tua passione per la pallamano?                     

"La mia passione per la pallamano è nata alle scuole medie".                    

Ci parli della tua carriera sportiva?                              

"Sono sempre stata, fin da piccola, appassionata di sport e di movimento in generale; già all'età di 4 anni, infatti, ho iniziato a praticare corsi di nuoto a Sassuolo (è diventato il mio sport agonistico fino al 1990). In quell'anno ho iniziato a giocare anche a pallamano, mantenendo contemporaneamente l'impegno di entrambi gli sport. Ho lasciato il nuoto per motivi logistici e mi sono buttata nella pallamano ottenendo, fin da subito, risultati importanti che non hanno fatto altro che accrescere la mia passione.

Nel 1990 a Roma arriva, infatti, il primo successo con la vittoria dei Giochi della Gioventù con la squadra di Rubiera (Reggio Emilia), mio paese d'origine.

Fino all'anno 2002 ho vestito la maglia dell'Herberia Rubiera, partecipando a campionati di serie A1 e nel Settembre 2002 ho lasciato Rubiera per indossare la maglia bianco-azzurra dell'Ariosto Pallamano". 

Ci tracci un  bilancio  della tua esperienza nella squadra estense?                     

"Sono a Ferrara ormai da 13 campionati e le soddisfazioni sono state tante. La prima, sicuramente, la tanto attesa promozione in serie A.

Ferrara, in quegli anni, voleva tornare sui gradini più alti del mondo pallamanistico italiano; infatti, oltre alla sottoscritta, altre giocatrici erano arrivate in città per questo obiettivo.

Questa è una società che lavora molto bene e che ti fa "sentire a casa"... una grande famiglia, insomma e a livello sportivo fino ad oggi ho disputato qua a Ferrara 10 campionati di serie A1 e 3 Coppe Europee. Mi manca uno scudetto... chissà".            

Sei Capitano della squadra. Che cosa rappresenta e che cosa significa la fascia al braccio?                               

"Essere Capitano è un ruolo di responsabilità e di esempio non solo per le compagne di squadra ma, soprattutto, per le ragazze più giovani che si identificano spesso nella persona.

In campo sono sicuramente un'atleta di carattere, ma con grande far play perché lo sport è competizione ma sana e leale".

Come procede la stagione in corso?           

"La stagione in corso è stata intervallata da alti e bassi, sia per il tipo di campionato competitivo, sia per una serie di infortuni e situazioni che non ci hanno permesso di essere costanti.

Attualmente siamo in quarta posizione (zona play off scudetto) quando mancano, al termine della fase regolare, solo 2 partite. Insieme a noi c'è Teramo,  quindi i giochi non sono ancora fatti e i conti li faremo alla fine.

La partecipazione alle Coppe Europee del prossimo anno passa, per forza, dalla quarta posizione".                         

I tuoi consigli a chi volesse intraprendere questa realtà sportiva?     

"La pallamano è uno sport semplice e divertente. A mio parere, gli sport di squadra insegnano a stare in gruppo, al rispetto reciproco, a saper vincere ma anche a saper perdere. Credo che lo sport sia, in generale, poco praticato e che si dovrebbe promuoverlo maggiormente, qualsiasi esso sia.. perché forma il carattere, fa bene alla salute, è divertente ma, allo stesso tempo impegnativo e di responsabilità".                     

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